Google combatte lo spam generato dall’intelligenza artificiale

 

Google di recente ha annunciato un significativo aggiornamento del suo algoritmo di ranking, mirato a mitigare il dilagante problema dello spam generato dall’intelligenza artificiale (IA) nei risultati di ricerca. Questo passo è stato considerato essenziale per contrastare la proliferazione di contenuti di bassa qualità, irrilevanti o addirittura ingannevoli che hanno infestato le pagine di ricerca negli ultimi tempi.

L’IA è stata sfruttata per creare contenuti in modo automatizzato e scalabile, utilizzando tecniche di apprendimento automatico per manipolare i motori di ricerca e attrarre traffico verso siti di dubbia reputazione.
Questi contenuti possono comprendere pagine web create appositamente per corrispondere a query di ricerca specifiche, articoli replicati o riscritti, titoli sensazionalistici, recensioni false, e altri artifizi volti a ingannare utenti e motori di ricerca.

La responsabilità di Google

Google ha ammesso di aver contribuito a creare questo problema, avendo reso disponibili modelli di linguaggio naturale come ChatGPT, che possono generare testi realistici partendo da parole chiave o frasi. Pur avendo l’obiettivo di promuovere l’innovazione nel campo dell’IA, l’azienda si è resa conto delle conseguenze negative della proliferazione di contenuti generati artificialmente

Per affrontare questo problema, Google ha implementato diverse misure, tra cui:.

  • il potenziamento dei sistemi di rilevamento e rimozione dello spam;
  • L’ utilizzo di segnali di qualità dei siti web;
  • La collaborazione con autorità e organizzazioni competenti;
  • L’ educazione degli utenti e degli sviluppatori di IA, e l’applicazione delle linee guida per i webmaster e delle politiche pubblicitarie.

L’ obiettivo di questo aggiornamento, come detto, è dunque la quello di riidurre la presenza di contenuti di bassa qualità nei risultati di ricerca. In questo modo verrebbe premiati i siti che offrono contenuti autentici e di valore per gli utenti. L’azienda spera di raggiungere una riduzione del 40% della presenza di risultati di bassa qualità, migliorando così l’esperienza di ricerca per i suoi 4,39 miliardi di utenti stimati nel 2023.

Sfide nel rilevamento degli Spam dell’IA

Ad ogni modo identificare contenuti generati artificialmente rappresenta una sfida considerevole. L’evoluzione rapida delle tecnologie di IA rende difficile mantenere il passo con le nuove forme di spam che emergono costantemente.

In conclusione, l’aggiornamento dell’algoritmo di ranking di Google rappresenta un passo significativo nel combattere lo spam generato dall’IA. Resta da vedere quanto efficacemente le misure adottate possano affrontare le sfide in continua evoluzione presentate da questa forma di spam.

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Pubblicato da
Ilenia Violante
Tags: AIgooglespam