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IPTV: arrivano le prime denunce contro lo streaming pirata

Il 1 febbraio 2024 segna un momento significativo nella lotta contro lo streaming illegale di eventi sportivi in Italia, con l’entrata in funzione del Piracy Shield, la nuova piattaforma nazionale contro la pirateria offerta dalla Lega calcio Serie A all’AGCOM (Autorità garante delle comunicazioni). Questa iniziativa si basa sulla collaborazione tra i titolari dei diritti, in questo caso DAZN e Lega calcio Serie A, e l’autorità stessa, allo scopo di contrastare efficacemente i siti che trasmettono partite di calcio senza autorizzazione. I primi tre siti ad essere denunciati attraverso il Piracy Shield sono stream.lc, calcio.re e refast.myworldiptv.xyz.

Continua la lotta allo streaming pirata

Il 29 gennaio, DAZN ha presentato le denunce contro due dei suddetti siti (stream.lc e calcio.re)  affermando di aver individuato una significativa quantità di link che offrono gratuitamente la trasmissione di partite di Serie A senza autorizzazione. Calcio.re è registrato da una società finlandese per conto di un’impresa cipriota in un paradiso fiscale, mentre stream.lc è gestito attraverso una società bulgara e con hosting in Sri Lanka.

Nello stesso giorno, la Lega Serie A ha denunciato il sito re-fast.myworldiptv.xyz, un servizio pirata di IPTV che distribuisce il segnale video a utenti che pagano cifre significativamente inferiori rispetto agli abbonamenti legali. Questo sito ha il dominio registrato da Go Daddy negli Stati Uniti

e l’hosting fornito da BestDc Limited nei Paesi Bassi.

Le ordinanze di AGCOM danno 24 ore agli ISP per oscurare i siti, imponendo di oscurare anche tutti i futuri nomi a dominio e sottodomini collegati ai medesimi contenuti. Questa disposizione serve come deterrente per futuri tentativi di eludere le misure di blocco.

AGCOM, inoltre, ha annunciato che pubblicherà sul suo sito le liste degli indirizzi IP e dei FQDN bloccati, fornendo ai gestori dei siti oscurati cinque giorni di tempo per presentare ricorso. La procedura di blocco è gestita attraverso Piracy Shield, sviluppato da Sp Tech, ospitato su Microsoft Azure e accessibile solo tramite connessione VPN.

La rapida attuazione di queste misure ha sollevato preoccupazioni tra i piccoli operatori di rete, chiamati a gestire numerosi ticket di oscuramento. Alcuni temono di non avere il tempo di valutare adeguatamente la documentazione, mentre altri sottolineano l’aumento significativo delle richieste di blocco rispetto al passato. Nonostante questo scenario sollevi interrogativi sulla praticità e sulla gestione delle future denunce attraverso Piracy Shield, è importante che si stia intervenendo per contrastare la diffusione dello streaming pirata.

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Pubblicato da
Margareth Galletta