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Filobot: l’evoluzione incredibile della robotica autoreplicante

La progettazione e le funzionalità del serpente robotico Filobot

L’immaginario collettivo associato ai robot spesso evoca l’immagine di umanoidi, ispirati a decenni di narrativa fantascientifica e rappresentazioni cinematografiche tratte dalle opere di autori come Isaac Asimov. Ma la moderna ricerca nel campo della robotica ha sorpreso molte volte, sfatando il cliché dell’androide umanoide. Un esempio tangibile di questa innovazione è rappresentato da una recente invenzione frutto della collaborazione tra ingegneri italiani e francesi.

 

Serpenti robotici e crescita autonoma

Pubblicato sulla prestigiosa rivista Science Robotics, il robot, denominato Filobot, è il risultato del lavoro congiunto di Emanuele Del Dottore, Alessio Mondini e Barbara Mazzola dell’Istituto Italiano di Tecnologia, insieme a Nick Rowe dell’Università di Montpellier. Questa creazione, simile a un serpente gigante, si distingue per la sua capacità unica di stampare nuove componenti e porzioni del proprio corpo, consentendo un prolungamento e un miglioramento dell’efficienza.

Il Filobot, con la sua testa rotante che ospita una stampante 3D, è in grado di produrre nuovi segmenti del proprio corpo, allungandosi nel processo. Questa caratteristica, di auto-riproduzione, segna un passo avanti nella progettazione dei robot di grandi dimensioni

, aprendo nuove prospettive di crescita autonoma.

Mentre altri robot ispirati alla natura sono stati precedentemente progettati, come il curioso cane robot ninja di fabbricazione russa, il Filobot si distingue per essere il primo nella sua categoria capace di replicare parti di sé stesso per estendersi in lunghezza. Questa capacità autoreplicante potrebbe rivelarsi particolarmente utile in scenari di monitoraggio ambientale e interazione con contesti naturali non strutturati.

 

Il Filobot come pioniero

Gli inventori del Filobot suggeriscono che il robot potrebbe essere impiegato con successo in situazioni di emergenza, come il recupero di vittime dopo una valanga. Nonostante la sua estetica poco accattivante, il Filobot si pone come un possibile alleato nell’affrontare operazioni rischiose e pericolose, contribuendo alla protezione dell’ambiente e all’assistenza in situazioni di emergenza.

Il Filobot rappresenta un esempio tangibile di come la ricerca in robotica stia superando i confini delle convenzioni, aprendo la strada a soluzioni innovative ispirate alla natura, che possono avere impatti significativi nella nostra interazione con l’ambiente circostante e nelle operazioni di soccorso.

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Pubblicato da
Margherita Zichella