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La Matematica attraverso le epoche, dalla base 60 ai numeri indiani

Svelando il mistero di antichi numeri cuneiformi e il loro impatto sulla matematica.

La matematica, nonostante la sua importanza nel progresso umano, spesso non gode di grande popolarità tra gli studenti italiani. Molti la trovano ostica, e questa disciplina rischiava di rimanere ancor più complessa senza l’introduzione di alcune semplificazioni chiave nel corso della storia.

 

Come sopravvivere senza numeri indiani

Per apprezzare l’evoluzione della matematica, possiamo riflettere su come antichi greci e romani eseguissero le operazioni con il loro sistema di numerazione additivo/sottrattivo, basato su lettere e segni. Senza dubbio, oggi avremmo affrontato maggiori difficoltà nel compiere calcoli o esprimere concetti matematici se non avessimo abbandonato questo sistema. Nell’era degli imperatori romani, persino le operazioni più elementari erano considerate complesse, e chiunque, che fosse un commerciante, un generale o un agrimensore, aveva con sé un abaco per semplificare i calcoli.

Retrocedendo ulteriormente nel tempo, all’epoca degli assiri e dei babilonesi, la complessità aumentava. Questi popoli utilizzavano una base 60 e numeri cuneiformi, rendendo la matematica un’arte ancora più ardua. La scrittura cuneiforme, impressa su tavolette di legno o argilla, era avvolta dal mistero, ma grazie alla tecnologia moderna e alla dedizione dei linguisti, oggi possiamo decifrare il significato di questi antichi segni.

Nonostante l’abbandono del sistema di numerazione

e delle pratiche matematiche di quei popoli, alcune influenze persistono. La base 60 ha resistito nel tempo, contribuendo allo sviluppo di concetti complessi come la trigonometria, dove gli angoli di un cerchio sono ancora misurati in gradi (360° per una circonferenza).

 

Rivoluzione matematica nell’Alto Medioevo

Esaminando il nostro uso attuale della matematica, possiamo notare che nello spazio e nel tempo ci affidiamo ancora al sistema sessagesimale anziché a quello decimale introdotto dagli egizi. Il tempo si misura in minuti e ore, entrambi composti da 60 unità, mantenendo così l’eredità della base 60.

Il passaggio dalla matematica classica a quella moderna avvenne con l’arrivo degli arabi tra l’VIII e il X secolo d.C. Essi non solo diffusero i numeri indiani in tutto il mondo, ma introdussero anche concetti complessi di algebra, il concetto dello zero, la “X” nelle equazioni e nuove regole geometriche. Queste innovazioni furono fondamentali per la costruzione delle imponenti cattedrali gotiche e rinascimentali.

Dobbiamo riconoscere il contributo degli arabi nel semplificare ed evolvere la matematica. Questo processo ha permeato l’Alto Medioevo, influenzando anche le comunità arabe europee stabilitesi in Spagna e in Sicilia. La matematica, nel suo viaggio attraverso le epoche, ha continuato a trasformarsi, mantenendo la sua importanza nella comprensione del mondo che ci circonda.

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Pubblicato da
Margherita Zichella