News

La fisica delle particelle sta per rilasciare il suo “Santo Graal”

Una collaborazione scientifica molto fruttuosa quella legata all’esperimento Meg II. Il progetto riunisce più di 50 ricercatori provenienti da diverse parti del mondo: Giappone, Svizzera, Italia, Stati Uniti e Russia. Tra queste rientra anche l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che ha presentato i primi dati risalenti al 2021.

Per il momento pare che non ci sia stato alcun segnale del fenomeno, ma grazie all’analisi effettuata è stato possibile fissare un limite superiore alla probabilità che questo si realizzi. Al momento questo è il più stringente disponibile al mondo. I risultati ottenuti sono stati pubblicati sulla piattaforma arXiv che tutti gli studi che ancora non sono stati posti sotto esame dalla comunità scientifica.

L’esperimento Meg II per la fisica delle particelle

L’istituto svizzero Paul Scherrer ha ospitato l’esperimento Meg II. Quest’ultimo tenta di osservare un muone, che possiamo definire il cugino più pesante dell’elettrone, mentre si trasforma in un positrone, che invece è l’antiparticella dell’elettrone, e in un fotone ovvero una particella della luce.

L’esperimento Meg II consiste nel far scontrare fino a 50 milioni di muoni ogni secondo. Lo scontro avviene con un bersaglio, mentre dei rivelatori estremamente all’avanguardia cercano di rintracciare tutte le particelle

che vengono prodotte dagli scontri stessi. Inoltre, vengono utilizzati un rilevatore gassoso ultraleggero insieme ad una serie di mattonelle in plastica scintillante per poter ricostruire, almeno in parte, la traiettoria di queste particelle e il tempo di volo del positrone. Mentre per rintracciare la presenza dei fotoni viene utilizzato quello che viene definito uno scintillatore, ovvero un materiale in grado di emettere impulsi luce, formato da circa 900 litri di xenon liquido.

Per tanti anni, questo processo è stato ricercato in diversi esperimenti condotti, ma fino ad ora non è stato ancora riscontrato un reale successo. Il Modello Standard della fisica delle particelle ha dimostrato però che questo fenomeno è possibile anche se con una probabilità davvero molto bassa. Il Modello è l’attuale teoria che spiega tutte le fondamentali interazioni della natura. Quindi sicuramente affidabile in ambito scientifico. Ma gli ultimi esperimenti condotti hanno ampliato questa percentuale e questo potrebbe portare ad un punto di svolta sensazionale. Infatti, l’osservazione del fenomeno di decadimento del muone potrebbe aprire le porte ad una fisica in grado di andare oltre lo stesso Modello Standard.

Condividi
Pubblicato da
Margareth Galletta