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L’intelligenza artificiale pone fine all’era degli NFT: il mercato sta per cambiare radicalmente

Era appena qualche anno fa, il 2021, quando il mercato degli NFT (Non-Fungible Token) è arrivato a valere all’incirca 17 miliardi di dollari. In quel periodo l’interesse per gli NFT, dei certificati digitali di proprietà basati sulla blockchain, crebbe a dismisura ed coinvolse ambiti diversi tra cui quello dell’arte, della musica e anche l’illustrazione. In rete non si parlava d’altro, anche perché basati sulla stessa tecnologia alla base delle criptovalute. Durante quegli anni però si erano create due fazioni, da una parte chi credeva fermamente che presto i beni digitali sarebbero stati comprati e scambiati usando questo token, altri invece che erano decisamente scettici e credevano che ben presto la bolla di interesse sarebbe scoppiata. Col senno di poi possiamo dire che, a quanto pare, avevano ragione i secondi.

La storia degli NFT

A partire dal 2021, erano state alcune collezioni di particolare successo a trainare il fenomeno degli NFT. Tra queste troviamo Bored Ape Yacht Club e CryptoPunks, diffuse anche nel mondo dello spettacolo, quello musicale e sui social media. Justin Bieber, ad esempio, nel gennaio 2022 ha acquistato un NFT della linea Bored Ape Yacht Club per 1,3 milioni di dollari e secondo una stima dello scorso luglio avrebbe perso circa il 95% del suo valore, oggi stimato a 59mila dollari.

Nel 2022 ci furono le prime denunce a carico di alcune celebrità che erano state accusate di aver promosso gli NFT in cambio di soldi. L’arrivo delle denunce è coinciso con l’inizio di un periodo di forte crisi del settore, denominato “inverno crypto” durante il quale il valore delle criptovalute calò esponenzialmente.

Anche superato il periodo di crisi, nel 2023, l’interesse per gli NFT è calato ancora e il controllo delle poche collezioni rimaste è stato accentrato nelle mani di pochi investitori,

dettaglio questo che contribuisce a rendere il mercato poco trasparente. Inoltre, le continue truffe, come quelle di creatori di NFT che raccolgono i fondi dagli utenti per poi sparire senza consegnare il risultato finale, hanno contribuito a rendere il settore sempre meno attrattivo.

NFT sconfitti dall’intelligenza artificiale

Oggi le pagine che si occupano di questo argomento hanno un seguito decisamente inferiore e in alcuni casi sono passate ad argomenti più in voga. Il calo d’interesse, insieme ad un calo degli investitori ha avuto un forte impatto sul mercato e secondo il report di Dappgambl, esperti nel settore delle criptovalute, ormai circa il 95% delle collezioni di NFT oggi non avrebbe più alcun valore. Lo studio ha come base 73.257 collezioni di NFT di vario tipo. I primi risultati hanno dimostrato che 69.795 di queste oggi hanno un valore di mercato di zero Ether (seconda criptovaluta più diffusa). Inoltre, circa il 79% delle collezioni analizzate, circa 4 su 5, sono rimaste invendute. Un dato estremamente preoccupante se consideriamo il grande successo che due anni fa avevano avuto gli NFT.

Nonostante il leggero interesse che ancora pervade alcuni settori, come quello dell’arte contemporanea e quello della moda, gli NFT ormai hanno perso ogni attrattiva. Oggi è invece un’altra tecnologia che attira l’interesse di tutti e che sta completamente sostituendo quella degli NFT: l’intelligenza artificiale. L’AI, nonostante stia muovendo adesso i suoi primi passi, continua a riscuotere consensi dagli utenti e dagli investitori. Quest’ultimi, in particolare, sono disposti ad investire grandi somme di denaro nella nuova tecnologia aumentando le sue potenzialità. Tutto questo va a scapito del mercato degli NFT che ora più che mai sembra ormai arrivato al suo declino, surclassato dalla giovane intelligenza artificiale.

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Pubblicato da
Margareth Galletta