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Attenzione: quello che posti sui social potrebbe farti licenziare

Da quando sono nati i social network il mondo della condivisione delle informazioni è totalmente cambiato in ogni suo aspetto. Persino nello scenario lavorativo le interazioni e i post pubblicati sono diventati un elemento molto importante, ed hanno spinto le aziende e i legali a creare dei confini per rispettare la privacy in ambito professionale.

Per comprenderci: i messaggi condivisi nelle chat di lavoro sono già tutelati e non possono divenire strumenti pet un’azione disciplinare; i post invece sono di dominio pubblico e possono essere facilmente diffusi. In determinati casi possono portare anche al licenziamento del dipendente.

Perché pubblicare un post sui social ti può far licenziare

Prendiamo qualche esempio per capire nello specifico perché un solo post può farci licenziare dal nostro lavoro. Uno dei casi più emblematici è avvenuto a Catanzaro. Una dipendente che lavorava nella mensa di un’Istituto Scolastico, aveva ampiamente criticato su Facebook la qualità degli alimenti serviti. Secondo le accuse il posta aveva messo in dubbio la capacità dei consiglieri comunali di effettuare le adeguate ispezioni. In tal caso, il datore di lavoro ha pieno diritto di controllare i profili social

dei propri dipendenti e di avviare azioni disciplinari, se necessario, soprattutto quando i contenuti vengono condivisi durante l’orario lavorativo. Non c’è bisogno di dirvi che l’impiegata ha così perso il suo impiego.

Esempio analogo è quello di una dipendente che, con indosso la propria divisa, ha condiviso sul social TikTok un video in cui si lamentava di quanto fosse lunga la settimana, aggiungendo qualche emoticon di “disgusto”. Solo la lamentela le è costato il posto di lavoro.

Ancora, lo stesso provvedimento è stato perpetuato a Genova, dove un giudice ha stabilito che era totalmente legittimo licenziare un lavoratore per alcuni commenti poco professionali scritti in una chat. Questo caso specifico è stato particolarmente “grave”. Esso comprendeva diversi partecipanti nella conversazione, tra il quale figure di spicco nel settore come fornitori o rappresentati delle aziende competitor.

Il nostro consiglio quindi è quello di usare i social a scopo strettamente personale. State sempre attenti a ciò che dite, fate o scrivete! Ricordate poi: lo stesso discorso vale su Whatsapp.

 

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Pubblicato da
Rossella Vitale