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Vita extraterrestre: il SETI propone un nuovo metodo di ricerca

La vita extraterrestre è un argomento che affascina uomini e scienziati ormai da tempo immemore. Siamo soli in questo Universo? Esistono forme di vita aliene diverse da noi?
Come risaputo, è letteralmente impossibile poter studiare l’Universo nella sua infinità. Il nostro pianeta appartiene a solo una delle tante galassie che si trovano nello spazio, e della stessa Via Lattea conosciamo ben poco, figurarsi dell’Universo intero.
Dunque l’esistenza di vita extraterrestre, vista su questo piano, non dovrebbe sembrare così irreale. L’uomo è l’unico essere vivente esistente ? Per molti scienziati, la risposta è: assolutamente No. Anche se delle vere e proprie prove circa l’effettiva esistenza di vite aliene non sono ancora state trovate né dimostrate.

La vita extraterrestre e i segnali dello spazio

A tal proposito, vi è un team di ricercatori del Berkeley Search for Extraterrestrial Intelligence Research Center, comunemente conosciuto con l’acronimo SETI. Esso si occupa appunto dello studio delle onde radio spaziali, al fine di ritrovare in esse qualche indizio relativo all’esistenza di vita extraterrestre.
Nella maggior parte dei casi, alcuni segnali con frequenze piuttosto ristrette che potevano sembrare di origine aliena

, sono risultate poi essere state originate dalle nostre stesse apparecchiature tecnologiche.
Per questa ragione, al fine di rendere più efficace la reperibilità e il riconoscimento di tali impulsi spaziali, negli ultimi giorni, il team del SETI, sembra sia riuscito a sviluppare un nuovo metodo di riconoscimento dei segnali radio interstellari. Un metodo che potrebbe cambiare totalmente il modo in cui la vita extraterrestre viene ricercata.
Secondo gli scienziati, eventuali onde radio emesse da una civiltà aliena, posta al di fuori della nostra galassia, dovrebbero essere in grado di viaggiare ad una velocità di 100.000 anni luce per riuscire a raggiungere la Terra.
Questo “viaggio” interstellare dovrebbe originare una sorta di interazioni con i nostri strumenti. Un’interazione visibile grazie ad una sorta di “scintillio”, definito scintillazione diffrattiva. Fenomeno che si crea nel momento in cui le onde radio iniziano ad interferire tra di loro.
E proprio la scoperta di questo tipo di interazioni, rappresenterebbero la prova inconfutabile dell’esistenza di altre forme di vita extraterrestre.
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Pubblicato da
Ilenia Violante