News

Rabona Mobile, i disservizi continui portano alla sospensione delle chiamate in uscita

Dopo un blackout degli SMS a metà marzo 2023 e un blackout di Internet il 12 aprile 2023, da giugno 2023, gli abbonati di Rabona Mobile non possono più effettuare chiamate in uscita. Come già riportato da MondoMobileWeb, l’attuale fornitore ufficiale di rete mobile dell’operatore virtuale Rabona Mobile ha scelto di interrompere gradualmente i servizi a causa di inadempienze contrattuali dell’operatore stesso. I disservizi non sono di natura tecnologica.

In particolare, a partire dal novembre 2022 e con successive comunicazioni, Vodafone Italia ha comunicato all’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e a Rabona Mobile che, a causa di un presunto inadempimento contrattuale di Rabona Mobile, avrebbe proceduto a sospendere gradualmente, fino a cessare, i servizi di accesso alla rete mobile di Rabona.

Rabona Mobile, niente più chiamate in uscita

Lunedì 1° maggio 2023, l’operatore virtuale ha dichiarato sul suo blog ufficiale e su Facebook e Instagram di aver lavorato 24 ore su 24

per ripristinare i servizi regolari dopo aver riscontrato per giorni problemi di filtraggio degli SMS in uscita e di blocco di Internet.

Dopo oltre tre mesi di disservizi, la homepage dell’operatore virtuale Rabona Mobile non mostra ancora alcun segno di comunicazione. Il sito vende infatti schede SIM ricaricabili che non servono a fare telefonate, inviare SMS o accedere a Internet. Dal 17 aprile 2019, Rabona Mobile opera come operatore di rete mobile virtuale (MVNO), fornendo servizi sulle reti 2G e 4G di Vodafone Italia attraverso l’aggregatore Plintron con velocità fino a 60 Mbps in down e 30 Mbps in up.

L’operatore si avvale anche del marchio Yes, Pronto!?, le cui SIM sono ancora quelle dell’operatore Rabona Mobile nonostante la diversità di immagine e di logo, poiché il contratto viene sottoscritto direttamente con il marchio principale. Anche i clienti di Yes, Pronto?! sono interessati da questi problemi.

Condividi
Pubblicato da
Michele Ragone