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Energia, con questo metodo si potrà ottenere addirittura dall’aria

L’elettricità è nell’aria. L’avete mai sentita questa frase? A breve potrebbe trasformarsi in una realtà piuttosto concreta. A quanto pare, mediante uno studio condotto da ricercatori australiani, è stato scoperto un’enzima capace di trasformare l’aria in energia.

Lo studio in questione è stato pubblicato di recente sulla rivista Nature e mostra come l’enzima di un batterio aerobico è capace di utilizzare anche piccole quantità di idrogeno contenuto nell’aria per generare una corrente elettrica. Parliamo di una scoperta di particolare importanza, capace di aprire a sviluppi epocali per quanto concerne lo studio di dispositivi in grado di trasformare l’aria in energia.

Per essere maggiormente specifici, lo studio è stato effettuato dal Biomedicine Discovery Institute della Monash University di Melbourne in Australia, guidato dal dott. Rhys Grinter, dalla studentessa di dottorato Ashleigh Kropp e dal professor Chris Greening.

 

 

Energia generata dall’aria, un risultato storico

L’H2, anche detto “idrogeno molecolare“, è assai diffuso in natura ed è considerato anche come importante vettore energetico, tant’è che ampiamente studiato e discusso da moltissimo tempo per via delle sue caratteristiche “green“. Dopo aver superato gli ostacoli tecnici ed economici che ne hanno impedito la sua diffusione, potrebbe finalmente arrivare una svolta mondiale sul fronte energia.

Proprio a tal proposito, con la pubblicazione nel 2020 della strategia sull’idrogeno da parte della Commissione Europea, la produzione sostenibile di idrogeno molecolare è entrata a far parte delle priorità negli investimenti del Piano Next Generation Eu

. Anche in Italia, nel Pnrr, sono stati destinati oltre 3 miliardi di euro alla ricerca, sperimentazione, produzione e uso dell’H2.

Questa intuizione è anche frutto di un lavoro ispirato alla natura. Infatti, di recente, il gruppo di ricercatori australiano, ha ampiamente dimostrato che moltissimi batteri fanno uso dell’idrogeno presente nell’atmosfera come fonte di energia in ambienti dove scarseggia la presenza di nutrienti.

 

 

La spiegazione dello studio da parte del suo conduttore

Quest’ultima riflessione è stata portata avanti da Greening, uno degli autori principali dello studio: Sappiamo da tempo che i batteri possono utilizzare piccole quantità di idrogeno presenti nell’aria come fonte di energia necessaria a crescere e sopravvivere, ad esempio, anche nei suoli antartici, nei crateri vulcanici e nelle profondità oceaniche, ma fino ad ora non sapevamo come ci riuscissero“.

Questo mistero è stato risolto dai ricercatori l estraendo e studiando un enzima proveniente da un batterio, il quale consuma idrogeno ed è facilmente trovabile nel suolo: il Mycobacterium smegmatis. Gli scienziati sono riusciti a dimostrare che Huc (il nome dell’enzina) trasforma l’idrogeno in una corrente elettricalo fa in maniera straordinariamente efficiente e a differenza di tutti gli altri enzimi e catalizzatori chimici conosciuti, consuma idrogeno anche al di sotto dei livelli atmosferici, fino allo 0,00005% dell’aria che respiriamo“.

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Pubblicato da
Christian Savino