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Deep Learning, dall’intelligenza artificiale alla guida delle auto in maniera autonoma

Il deep learning è un insieme di nuove tecnologie, strumenti, algoritmi e modi straordinariamente diversi per fare le cose. Si tratta di macchine che diventano consapevoli e si assumono compiti che finora erano riservati solo agli umani a causa delle loro capacità di gran lunga superiori in termini di intelligenza rispetto a qualsiasi macchina.

Al livello più elementare imita il cervello umano in termini di struttura. È modellato sulla base del cervello umano. Il cervello umano è la singola cosa più complessa esistente nell’universo conosciuto. Quindi imitarlo non è un gioco da ragazzi. Questo è uno dei motivi per cui il dominio dell’Intelligenza Artificiale è rimasto stagnante per oltre cinquant’anni, anche se il termine AI è stato coniato nell’era del secondo dopoguerra.

L’apparato del Deep Learning è costituito da quanto segue:

  • Neuroni artificiali che simulano il cervello umano
    Le connessioni neuronali diventano più forti o più deboli a seconda dei dati di input
  • I dati osservati sono generati dall’interazione dei diversi livelli
  • Diversi tipi di formazione a seconda del requisito
  • Dati che possono essere etichettati o non etichettati
  • Le macchine diventano più intelligenti con ogni set di dati

I vari settori del Deep Learning

All’interno dell’universo del Deep Learning abbiamo una rete neurale contorta, una rete neurale di regressione, una rete neurale artificiale e altre differenze nel modo in cui si raggiunge la conclusione finale.

Con l’avvento del Deep Learning possiamo far funzionare le macchine per molte attività come il riconoscimento delle immagini, l’elaborazione del linguaggio naturale, la guida di veicoli autonomi, la previsione dell’eventualità di un determinato evento negli affari e così via.

In una metodologia di apprendimento supervisionato, verranno immessi molti dati nel sistema in modo che la macchina possa identificare se la conclusione a cui è arrivata è giusta o sbagliata grazie all’etichettatura dei dati fornita.

Nell’apprendimento automatico non supervisionato non c’è etichettatura e quindi la macchina deve capire da sola se una determinata decisione è stata giusta o sbagliata grazie all’enorme quantità di dati che viene fornita al sistema. Poi c’è qualcosa chiamato apprendimento semi-supervisionato che si colloca da qualche parte tra l’apprendimento supervisionato e non supervisionato.

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Pubblicato da
Simone Paciocco