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Il NY Times ha rivelato dei documenti dell’FBI: stavano per usare il malware Pegasus

Dozzine di documenti interni dell’FBI rivelati al New York Times mostrano che i funzionari dell’FBI si sono avvicinati al dispiegamento del controverso strumento di hacking Pegasus per alcune  proprie indagini criminali.

Il Times riporta che i funzionari dell’FBI “hanno dato una spintaalla fine del 2020 e alla prima metà del 2021 per utilizzare il software di hacking nelle proprie indagini penali. Non è chiaro, tuttavia, in che modo il Bureau stesse pianificando di utilizzare lo strumento di hacking, realizzato dal gruppo israeliano NSO, o se avesse preso in considerazione l’utilizzo dello spyware contro i cittadini americani.

I documenti pesantemente redatti, rilasciati al Times dopo una richiesta sulla libertà di informazione, mostrano che i funzionari dell’agenzia erano nelle fasi “avanzate” della pianificazione per informare i capi dell’FBI sullo spyware e avevano scritto linee guida per i pubblici ministeri federali su come l’uso di Pegasus avrebbe bisogno di essere divulgato durante le cause giudiziarie.

Un software in grado di hackerare tutti

Pegasus è stato utilizzato da vari attori governativi in ​​tutto il mondo per infiltrarsi nel telefono cellulare di un bersaglio. L’infiltrato può accedere a messaggi, e-mail e contatti ed è in grado di accendere da remoto le fotocamere e il microfono di un dispositivo. Ovviamente è stato criticato dai gruppi per i diritti umani

dato che basta un click per infiltrarsi e leggere un messaggio o rispondere a una chiamata senza permesso. L’FBI ha ottenuto lo strumento di sorveglianza da tempo.

Nel dicembre 2021, durante un’audizione a porte chiuse con il Congresso, il direttore dell’FBI Chris Wray ha detto in risposta a una domanda del senatore Ron Wyden chiedendo se l’agenzia avesse utilizzato il software per motivi di ricerca e sviluppo.

La risposta è stata: “Se intendi dire che l’abbiamo usato in una qualsiasi delle nostre indagini per raccogliere o prendere di mira qualcuno, la risposta è  no. Il motivo per cui mi proteggo, e voglio essere trasparente, che abbiamo acquisito alcuni dei loro strumenti per la ricerca e lo sviluppo. In altre parole, per essere in grado di capire come i cattivi potrebbero usarlo, per esempio”.

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Pubblicato da
Simone Paciocco