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Telegram: il suo fondatore accusa WhatsApp

L’applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp è sicuramente una delle più utilizzate al mondo, nonostante le rivali Telegram, Signal e Messaggi.

Nelle ultime ore però, il fondatore di Telegram ha accusato WhatsApp di essere uno strumento di sorveglianza. Scopriamo insieme tutti i dettagli a riguardo.

 

WhatsApp è uno strumento di sorveglianza?

Nelle pagine di Meta spesso vengono riportati progressi fatti nello sviluppo dell’app, che continua a evolvere introducendo sempre nuove funzioni e correggendo bug o falle di sicurezza, ma un utente “piuttosto competente” ha appena pubblicato un post su Telegram, avvisandovi di starne alla larga.

Questa persona altri non è che Pavel Durov, il fondatore di Telegram, che in un accorato messaggio ha spiegato i motivi del suo appello, iniziando con una frase che più chiara non potrebbe essere: “Gli hacker potrebbero avere pieno accesso (!) a tutto sui telefoni degli utenti di WhatsApp

“. Secondo Durov, WhatsApp avrebbe infatti un gravissimo problema di sicurezza, che avrebbe permesso a un malintenzionato di controllare il telefono attraverso un video o semplicemente una videochiamata.

Insomma, Durov è convinto che non importa quante correzioni verranno fatte, ci sarà sicuramente una falla di qualche tipo nell’applicazione perché secondo lui WhatsApp ha delle vere e proprie backdoor che vengono reintrodotte una volta scoperte. Al momento WhatsApp non ha rilasciato alcuna dichiarazione, Durov nel frattempo ribadisce che averla installata significa avere una porta che permette a chiunque di entrare. Dobbiamo però sottolineare che a dirlo è il fondatore di Telegram, probabilmente un po’ di parte.

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Pubblicato da
Veronica Boschi