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Putin controlla la Stazione Spaziale Internazionale, potrebbe farla precipitare subito

Indipendentemente dal fatto che Putin fosse seriamente intenzionato a far schiantare la ISS (la Stazione Internazionale Spaziale), l’America non avrebbe mai dovuto concedere alla Russia un controllo tale da rendere plausibile la minaccia.

Il presidente russo Vladimir Putin ha sollevato la possibilità di rispondere alle sanzioni americane sull’invasione dell’Ucraina facendo schiantare la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) negli Stati Uniti.

La devastazione provocata dalla caduta della ISS sarebbe molto catastrofica, e le vittime potrebbero essere migliaia, se non milioni.

Non è un’esagerazione affermare che un simile attacco sarebbe paragonabile all’uso di un’arma nucleare. Per dirottare la ISS e metterla in rotta di collisione non ci vuole molto. La ISS fa affidamento sul supporto dei motori delle navi cargo russe Progress MS per mantenere la sua orbita.

Senza la cooperazione di Mosca, la stazione potrebbe entrare in un volo incontrollato e schiantarsi ovunque lungo la sua traiettoria di volo. Mentre la ISS gira intorno al globo in un’orbita terrestre bassa, passa sopra la Cina, l’India, gli Stati Uniti e gran parte dell’Europa, ma non la Russia.

Peggio ancora, la Russia potrebbe potenzialmente utilizzare i motori per far deorbitare intenzionalmente la ISS in una collisione con un obiettivo specifico.

“Se gli stati della Nato bloccheranno ogni tipo di collaborazione con noi, chi salverà la ISS da una discesa incontrollata?” ha chiesto Rogozin su Twitter. “C’è anche la possibilità di far cadere una struttura da 500 tonnellate su India e Cina. La ISS non sorvola la Russia,quindi, signori, quando si pianificano le sanzioni, bisognerebbe controllare chi ha il coltello dalla parte del manico”.

Un portavoce della NASA ha detto alla CNN che l’agenzia spaziale “continua a lavorare con tutti i nostri partner internazionali, inclusa la Russia. Resta da vedere se la minaccia di Rogozin fosse solo una minaccia vuota per mettere paura.

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Pubblicato da
Simone Paciocco