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Recensione RAZER Zephyr Mask: in tempi di pandemia, solo per gamer

Siamo arrivati ormai al secondo anno di pandemia e la situazione (ahimé) non si è ancora risolta come tutti avremmo sperato. E in questo clima sono diverse le aziende che hanno provato ad innovare anche in questo settore, laddove la produzione di mascherine, dispositivi di purificazione e filtraggio dell’aria sono sempre più imprescindibili per garantire una certa normalità nello nostre vite. Quello che inizialmente doveva essere Project Hazel, annunciato con un teaser a inizio anno, si è concretizzato per RAZER in questo Q4 2021, con una mascherina tech avanzata e protettiva per tutti gli appassionati del mondo del gaming. Sebbene sia realizzata in maniera impeccabile sotto il profilo della protezione e dei materiali impiegati, probabilmente il suo design è indirizzato in maniera “quasi” esclusiva ad un mondo di nicchia in cui pochi saranno disposti ad inoltrarsi.

Design e materiali

Partiamo prima di tutto da quello che salta immediatamente all’occhio: Zephyr Mask non è per tutti, e probabilmente con un design così estremo non è nemmeno l’obiettivo che si è posto l’azienda. Non solo è ingombrante, ma dà terribilmente nell’occhio e solamente pensare di andarci in giro potrebbe far rabbrividire alcuni. Ma vediamola più da vicino.

Il primo elemento che emerge fin dall’unboxing è la sua parte frontale totalmente trasparente e realizzata in plastica: è possibile vedere chiaramente tutta la zona della bocca e delle labbra grazie all’illuminazione interna, visibile perfino al buio e che senza dubbio potrebbe rappresentare un elemento di svolta per la comunicazione con persone con disabilità uditive che prima della pandemia contavano molto sulla lettura delle labbra per aiutarsi nella comunicazione. Ma questo riguarda solo una minoranza delle situazioni e senza dubbio l’unico scopo di Razer era quello di presentare un prodotto concepito fuori dagli schemi e in grado di stupire il proprio pubblico. Infatti, oltre a questa illuminazione interna, troviamo anche due ventole, con degli alloggiamenti molto pronunciati, settabili (come vedremo più avanti) su due livelli di velocità: ma non manca nemmeno una vena RGB, con Razer Chroma, con diversi schemi di luce settabili direttamente tramite l’applicazione dedicata per smartphone. All’interno una mascherina in silicone dovrebbe garantire una sorta di isolamento dall’ambiente esterno e i due supporti posteriori, anch’essi in silicone, un posizionamento comodo ed efficace del device.

Infine, un tasto sul lato esterno dell’alloggiamento delle ventole permette di accendere Zephyr Mask o di attivare il pairing con un nuovo dispositivo, grazie al modulo Bluetooth Low Energy montato a bordo. Si tratta complessivamente di un design a mio avviso limitante, poiché indirizzato in via del tutto esclusiva ad un pubblico vicino agli ambienti del gaming. Guardando ai vari concept mostrati da Razer probabilmente quelle idee erano più vicine ad una diffusione più capillare del prodotto: come è strato presentato invece, potrebbe andare bene solo per chi necessita di una mascherina per fare streaming online o magari per quei giocatori che presenziano attualmente a delle competizioni in presenza e che vogliono rimanere in tema durante tali eventi.

Protezione e comodità

Ma il compito principale di una mascherina è quello di proteggerci dal Coronavirus e sotto questo aspetto Razer si è assestata su un grado di protezione di medio livello. I filtri N95 possono essere paragonati più o meno ad una classica mascherina FFP2 KN95 disponibile attualmente in tantissime farmacie, ma il fatto che i filtri abbiano una forma molto particolare e ben specifica li rende difficili da recuperare e acquistabili esclusivamente da Razer. Il BFE del 99% (indice di filtraggio batteriologico) garantisce quindi un filtraggio quasi totale delle sostanze nocive nell’aria, ma se questa mascherina possa effettivamente essere usata contro il Coronavirus

dipende esclusivamente dai regolamenti in vigore nei vari paesi (sebbene in Italia dovrebbe essere adeguata). A tal riguardo Razer dichiara sul proprio sito che:

Razer Zephyr is not a medical device, respirator, surgical mask or personal protective equipment (PPE) and is not meant to be used on medical or clinical settings. It is not tested specifically against the COVID-19 virus, but offers the same functionality and adequate protection due to its 99% BFE rating.

Una dichiarazione molto vaga, anche se poi dovremmo fare riferimento proprio al rating BFE garantito dall’azienda. I filtri a bordo sono tre, due in corrispondenza delle ventole e uno in corrispondenza della parte frontale della maschera e che garantisce un passaggio di aria diretto e più vicino alla bocca: filtri che vanno cambiati dopo 72 ore di utilizzo, con 3 set inclusi nella scatola, per nove giorni di utilizzo.

Ma effettivamente come si indossa questa maschera? Partiamo dai due supporti posteriori: sono abbastanza comodi e morbidi per non dare fastidio anche con un uso prolungato, ma effettivamente non riescono a garantire una posizione salda a meno che non li stringiamo alla testa leggermente più del necessario. La parte in silicone relativa invece alla protezione della bocca si adatta bene, ma non benissimo: dipende moltissimo dalle dimensioni del vostro viso e dalla forma della bocca, ma qualche spiraglio rimane comunque aperto senza adattarsi al 100% sulla nostra pelle.

Quel boccaglio in silicone che a prima impressione dovrebbe garantire una copertura fin sotto il mento, come fanno le normali mascherine, si ferma invece sul labbro inferiore, garantendo meno oppressione sul viso, ma al tempo stesso rendendo difficoltoso parlare con la mascherina indossata, proprio perché il labbro va a toccare il silicone con una mobilità ridotta. Infine, il peso consistente di 206g la rendono pesante da indossare a lungo e sbilanciata sul viso (da questo i lacci che vanno stretti molto bene), senza considerare l’ingombro importante, che la rende poco comoda e poco adatta alle situazioni quotidiane.

Funzionalità smart e app

La gestione delle ventole e del sistema RGB può essere completamente personalizzata tramite l’app disponibile per iOS e Android. Molto semplice e funzionale l’unica schermata a disposizione e anche veloce il pairing bluetooth. La velocità delle ventole può essere regolata su due livelli: livello basso, che garantisce già un ottimo livello di aerazione, e livello alto, che però porta il rumore delle ventole su livelli quasi fastidiosi per noi e per chi ci sta intorno. Lo spray anti-appannamento sembra funzionare a dovere e anche dopo un’ora di utilizzo la plastica frontale non si appanna, anche se tende a creare molta umidità e condensa al suo interno.

L’aspetto RGB può essere personalizzato a piacimento grazie a diversi schemi di luce di Razer Chroma, ma la domande più importante è in quali occasioni sarebbe consono utilizzarli.

Conclusioni e prezzo

Senza dubbio Razer Zephyr Mask è un interessante progetto sviluppato dall’azienda, ma è talmente settoriale da rappresentare un buon acquisto solo per quelli che svolgono il lavoro di gamer o streamer a tempo pieno e che vogliono portare qualcosa di diverso sui social o nelle proprie dirette. Altrimenti per l’utilizzo quotidiano non la vedo una buona alternativa e tante delle sue funzioni sono sprecate in questo ambito, senza considerare il problema dei ricambi che vanno periodicamente ordinati su Razer.com

Attualmente il prodotto è sold-out sul sito ufficiale e non è possibile acquistarlo su nessun’altra piattaforma. Tuttavia il suo prezzo di listino è intorno ai 100 euro, mentre i ricambi costano 29,99€ per 10 set.

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Pubblicato da
Filippo Ferrante