COVID: la variante Delta mette a rischio l'efficacia dei vaccini?

La campagna vaccinale in tutto il mondo procede ad altissimi ritmi, tanto da sortire effetti molto positivi per quanto riguarda i contagi giornalieri e i decessi. Allo stesso tempo sono tante le domande che il mondo si pone in merito al COVID ma anche al vaccino stesso.

Sarebbero infatti stati condotti nuovi studi in merito alla variante Delta del coronavirus, la B.1.617.2, in precedenza denominata “Indiana“. Secondo gli ultimi dati riportati dall’Istituto Superiore di Sanità del 18 maggio, si parla di una prevalenza dell’1%. All’apparenza potrebbe sembrare poco ma il problema che in questo momento desta non poca preoccupazione è da attribuire ai casi di reinfezione.

 

COVID, la variante Delta che colpisce soprattutto i giovani

Nel Regno Unito la variante Delta starebbe prendendo il sopravvento, caratterizzando circa il 96% dei casi ora in essere. I primi dati sviluppati oltremanica parlano di una trasmissione maggiore del 64% che aumenta di due volte il rischio di ospedalizzazione.

Secondo quanto riportato dai dati ufficiali, il 68% dei casi si verifica in persone non ancora sottoposte al vaccino; il report parla di tanti positivi all’interno della fascia tra i 10 e i 29 anni. Meno del 5% invece sono i casi che riguardano persone pari o superiori ai 60 anni.

 

Variante Delta, i vaccini sono efficaci?

Una delle domande più ovvie che il pubblico si chiede è se i vaccini possano contrastare la variante Delta del COVID. Secondo quanto riportato nel Regno Unito, i ricoveri ci sarebbero ma con un netto aumento tra i 25 e i 44 anni. Gli anziani invece risulterebbero quasi totalmente esclusi dalle statistiche di ospedalizzazione.

Tra le persone vaccinate, i ricoveri interessano l’11% mentre per quanto riguarda i decessi – 42 persone nell’ultima settimana nel Regno Unito – si tratterebbe del 29%. Il numero di morti tra le persone con vaccino somministrato sembrerebbe a primo impatto alto, ma ci sono delle considerazioni da fare: in genere la percentuale dovrebbe riguardare normalmente l’85% dei decessi, per cui pare che la campagna vaccinale stia portando effetti positivi anche per quanto concerne la variante Delta. Sembra infine che la relazione tra il ricovero e la morte sarà minore di oltre un terzo rispetto al passato recente.

I dati elaborati dagli esperti hanno calcolato un’efficacia dell’80% dopo una dose anche sulla variante Delta. La percentuale salirebbe oltre il 95% dopo la somministrazione di due dosi.

La protezione sarebbe quindi più debole per le persone con una sola dose, ma le considerazioni finali sembrano lasciar filtrare un cauto ottimismo.

FONTECorriere.it