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PlayStation 5: confermata la mancanza di scorte fino all’anno prossimo

Sony ha confermato che la nuova PlayStation 5 continuerà a non essere disponibile fino al 2022. Una notizia poco gradita ma prevedibile se consideriamo l’ormai risaputa difficoltà riscontrata nella produzione di alcuni componenti, tra cui i semiconduttori.

“Non credo che la domanda stia diminuendo. Anche se garantissimo molti più dispositivi e producessimo molte più unità della PlayStation 5, la nostra offerta non sarebbe in grado di raggiungere la domanda“. Questo quanto dichiarato dal Chief Financial Officer, Hiroki Totoki, in un briefing sui risultati finanziari di Sony.

Sony ha apparentemente venduto 7,8 milioni di console fino alla fine di marzo e punta a venderne 14,8 milioni entro la fine dell’anno. Tuttavia, Totiki apparentemente ha annunciato che Sony ha bisogno di aumentare la produzione poiché la domanda rimarrà alta durante la pandemia. “Abbiamo venduto più di 100 milioni di PlayStation 4, considerando la nostra quota di mercato e la nostra reputazione non riesco a immaginare che la domanda cali facilmente”.

PlayStation 5: arriva la conferma ufficiale di Sony sull’esaurimento scorte che durerà fino al 2022

La PlayStation 5 è rimasta difficile da acquistare per mesi a causa di problemi di produzione, aggravati dagli scalper che acquistano un gran numero di console non appena disponibili tramite sistemi appositi direttamente online. Il fenomeno ha avuto un impatto anche su altri produttori. Nvidia ha avvertito gli acquirenti che la produzione della nuova GPU RTX serie 30 probabilmente non sarà sufficiente per il resto dell’anno, influenzando coloro che cercano di acquistare schede grafiche per console o PC.

“La domanda complessiva rimane molto forte e continua a superare l’offerta, mentre le scorte rimangono piuttosto scarse. Prevediamo che la domanda continuerà a superare l’offerta ancora per mesi”. Oltre alla pandemia, il consolidamento delle aziende manifatturiere e lo sviluppo dei computer nella produzione di automobili hanno influito sulla disponibilità dei materiali. Intel mira a incrementare la produzione entro i prossimi nove mesi, ma una soluzione adeguata potrebbe richiedere anni.

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Pubblicato da
Rosalba Varegliano