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AstraZeneca è recentemente stato al centro di numerosi studi, più che altro raccolta e analisi di dati statistici, per quanto riguarda gli effetti collaterali. Ovviamente non si parla di quelli blandi come febbre e mal di testa, ma la coagulazione anomala del sangue. Una nuova ricerca ha evidenziato alcuni casi in cui il rischio è maggiore.

Secondo lo studio pubblicato sul British Medical Journal, questa reazione avversa ha un rischio sensibilmente più alto di manifestarsi nel momento in cui c’è un infezione da SARS-CoV-2, quindi nelle persone che sviluppano il Covid-19. Si parla di un rischio fino a 10 volte maggiore rispetto a chi riceve AstraZeneca senza aver sviluppato la malattia in precedenza e 100 volte più alto rispetto a chi non ha ricevuto il vaccino.

 

AstraZeneca: il vaccino controverso

Il vaccino di AstraZeneca è ancora considerato sicuro, ma c’è da dire che a livello internazionale c’è un po’ di confusione. Alcuni paesi hanno potuto rinunciarci per via del basso tasso di contagi, altri non possono. Gli studi stanno sostanzialmente sottolineando che in alcuni casi ci sono dei rischi concreti legati al trattamento, rischi non presenti in alcune fasce di età.

Quello che è emerso recentemente è che di fatto il vaccino di AstraZeneca ha molti più benefici a essere usato sui più anziani rispetto ai giovani. In generale la possibilità di effetti collaterali è molto ridotta in condizioni normali quindi viene da pensare che ci sia bisogno di una revisione dei dati anche da parte dell’EMA. C’è da sottolineare come nel Regno Unito abbiano usato in massa il vaccino in questione e ora sono sostanzialmente usciti dall’emergenza tanto da avere un numero di morti da Covid-19 infimo.