Fisco

Vita difficile anche per i nullatenenti che hanno poco o nulla di intestato. Ma ora il Fisco la strada per colpire chi di questi ha dei debiti con lui l’ha trovata. Si chiama reddito di cittadinanza. Sì, perché una sentenza del tribunale di Trani ha evidenziato come lo Stato possa riprendersi ciò che è suo anche da un sussidio. in pratica il Fisco non solo può prendersi i soldi dal conto corrente di chi non ha pagato le tasse, ma da oggi può pignorargli anche il reddito di cittadinanza. Ecco tutti i dettagli.

 

Addio nullatenenti, il Fisco vi porta via tutto

Non serve più essere nullatenenti, tanto lo Stato una strada la trova sempre per riprendersi ciò che gli spetta. Si tratta di quelle tasse che alcuni non hanno versato per difficoltà personali o a volte anche per abitudine. Spesso essere in debito con il fisco può diventare uno stile di vita. In questi casi però il Fisco porta via tutto, ma non la dignità, quella gli evasori l’hanno già persa molto tempo fa.

Ad ogni modo, qualunque sia il motivo scatenante il debito, il Fisco può pignorare il reddito di cittadinanza. Ciò secondo un’ordinanza del Tribunale di Trani dove si legge: “Deve ritenersi pignorabile, senza l’osservanza dei limiti di cui all’ articolo 545 del Codice di procedura civile, il reddito di cittadinanza, stante l’assenza nel testo del decreto istitutivo di qualunque riferimento alla natura alimentare di detto reddito ed il carattere predominante di misura di politica attiva dell’occupazione“.

Nel caso specifico però qui il Fisco non c’entra. Si tratta infatti di un ex marito che non sta versando il mantenimento dovuto all’ex moglie. Il giudice così si è espresso in merito: “[il reddito di cittadinanza] può essere utilizzato per i bisogni primari delle persone delle quali il titolare ha l’obbligo di prendersi cura, anche se non fa più parte dello stesso nucleo famigliare“.

Un precedente importante che vede protagonista anche il Fisco che potrebbe pignorare il reddito di cittadinanza per obbligare il contribuente a saldare il debito.

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