Banca Sella

Cosa è necessario fare quando si cade vittima di Vishing? La situazione di questa coppia ha innescato un precedente. Sì, perché Banca Sella dovrà risarcire la metà dell’importo sottrattogli. Nessuna tutela dalle banche? Allora devono rimborsare. Ecco una sentenza che sarà di beneficio per molti. Ma perché gli istituti di credito devono risarcire i correntisti e in quali casi? A darci risposta è proprio l’avvocato delle due vittime.

Nessun alert, una chiamata, niente. Nessuno ci ha dato un minimo di tutela, un minimo di garanzia, di sicurezza. Neanche una parola di conforto che magari un correntista si aspetta in un momento così delicato. Abbiamo cure da effettuare, tasse da pagare e non so come fare. Lo abbiamo fatto presente alla banca, ma ci è stato detto che non sono loro problemi“. Sono queste le tristi parole di una coppia vittima di Vishing. Questi terribili raggiri sono molto pericolosi e in questo caso la truffa ha portato via loro tutti i loro risparmi, 8.000 euro. Di contro dal loro istituto di credito, Banca Sella, nessun aiuto e nessun supporto.

Il vishing clona i contatti ufficiali di un istituto di credito e Banca Sella non ha fatto niente

Prima di capire perché Banca Sella è stata costretta dall’Arbitro Bancario a risarcire la coppia occorre capire come funziona il Vishing. Con questa particolare truffa i cybercriminali cercano di carpire e i dati personali per poter così accedere, ad esempio, all’Home Banking del malcapitato.

Infatti la donna di cui stiamo parlando, il 25 giugno scorso ha ricevuto una chiamata da un sedicente dipendente di Banca Sella, ufficio frodi. Avendo avuto segnalazioni di accessi anonimi chiede alla signora di comunicargli i codici immediatamente prima che sia troppo tardi: “Hanno i suoi codici, i suoi dati sensibili, hanno tutto” diceva.

Ecco come la donna ha vissuto quel momento: “Facevano riferimento a movimenti passati e sapevano che qualche mese prima avevo bloccato una carta. C’era una voce molto agitata, diceva dobbiamo muoverci, quindi gli ho dato i codici. Evidentemente però i loro tentativi non andavano a buon fine e quindi hanno riprovato per sei volte in 25 minuti”. E in tutto questo Banca Sella dov’era?

 

Ecco perché gli istituti di credito possono essere responsabili in caso di vishing

A spiegare il perché Banca Sella e altri istituti di credito possono essere responsabili in caso di vishing è l’avvocato della coppia che ha perso 8.000 euro.

“I riferimenti, il numero verde della banca da cui è partita la chiamata e i dati anche molto personali condivisi con la vittima sono stati tali da metterla nelle condizioni di comunicare il codice necessario per effettuare il bonifico che poi ha svuotato il conto corrente. L’autorità bancaria ha ritenuto che tutte quelle attività di sicurezza che la banca ha l’obbligo di garantire al correntista non sono state attivate“.

Insomma un precedente utile a tutti coloro che sono caduti vittima di questi raggiri. Tuttavia meglio evitarli e cercare di sopravvivere in questa giungla di criminali.

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