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Chernobyl: radiazioni nel grano anche fuori dalla zona di esclusione

Recenti studi hanno scoperto che il grano di Chernobyl è ancora radioattivo. L’allarme contaminazione è dato dal fatto che anche il grano fuori dalla zona di esclusione presenta isotopi radioattivi. Il pericolo quindi è che parte di questo grano coltivato possa finire sulle tavole delle famiglie europee.

Lo studio si è concentrato su 13 coltivazioni siti nel distretto di Ivankiv in Ucraina a circa 50 km a sud di Chernobyl, o meglio della centrale nucleare. Sono 116 i campioni analizzati tra il 2011 e il 2019. I risultati non sono certo rassicuranti.

 

Dopo 35 anni il grano è ancora contaminato a Chernobyl anche a 50 km dalla zona di esclusione

I risultati di questo recente studio sul grano di Chernobyl hanno portato a scoperte davvero preoccupanti. Infatti il 45% dei campioni esaminati e raccolti nella parte nord orientale del distretto di Ivankiv erano contaminati da stronzio-90. Il livello presente era di gran lunga superiore a quello consentito per il consumo umano.

L’aspetto pericoloso di tutto questo è che, se a Chernobyl molte  attività sono vietate, fuori dalla zona di esclusione, le coltivazioni sembrano essere permesse. Tuttavia i risultati direbbero il contrario e quindi sarebbe necessaria una rivalutazione

. Anche perché dalla concentrazione di isotopi radioattivi nel grano i ricercatori hanno detto che ci vorranno ancora più di 10 anni per arrivare ad un livello accettabile.

In sostanza Chernobyl non sta ancora bene, ma non è al sicuro nemmeno la zona che non rientra tra quelle soggette a restrizioni severe. La preoccupazione di molti è che il grano contaminato e radioattivo possa finire all’interno di quello fornito a molti pastifici. I controlli sono severi, questo lo sappiamo, ma non è la prima volta che a favore del guadagno venga sacrificata la salute.

Molti ricorderanno anche la Vodka prodotta con il grano contaminato di Chernobyl, chissà come finirà questa singolare idea commerciale. L’avevano chiamata Atomik e la vendita avrebbe dovuto sostenere l’economia in crisi proprio delle zone vicine alla centrale nucleare protagonista del peggior disastro della storia.

Per ora bisogna attendere che anche quelle aeree un giorno possano tornare alla salubrità di un tempo. Intanto parte della loro economia si sostiene grazie ai tour organizzati a Chernobyl.

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Pubblicato da
Osvaldo Lasperini