News

Servizi a pagamento, TIM finisce nel mirino delle autorità

Il TAR del Lazio ha valutato il ricorso di TIM per l’annullamento della diffida bandita da parte AGCOM in merito ad adottare l’offerta Ricarica+, la quale era giunta con la delibera numero 498/19/CONS nei confronti di TIM, Vodafone e Wind Tre, in seguito ad un procedimento avviato a causa delle numerose segnalazioni di utenti e associazioni sulla modifica dei tagli di ricarica da 5 e 10 euro con anche l’introduzione del costo di 1 euro.

Andando nel dettaglio, AGCOM aveva chiesto delle informazioni in più riguardo i tagli commercializzati e le modalità di ricarica previste, oltre che sulle informazioni fornite agli utenti, sul numero di reclami ricevuti e sulle modalità disattivazione dell’offerta.

Al termine di questa attività di raccolta, l’ente ha ritenuto particolarmente rilevante il fatto che non fosse più possibile accedere ai classici tagli di ricarica da 5 e 10 euro se non mediante delle offerte specifiche, da qui la diffida a cui TIM si è opposta tramite il ricorso.

Ricorso respinto

Il TAR del Lazio ha respinto prontamente il ricorso di TIM, ritenendolo infondato, dal momento che TIM affermava che le pratiche avviate da AGCOM esulassero dal suo campo di competenza, ritenuto decisamente più legato all’antitrust, tesi però smentita dal TAR il quale ha affermato che AGCOM è intervenuta in ottemperanza al dovere di vigilanza sul divieto di introduzione di costi fissi di ricarica, fissato dal Decreto Bersani.

Inoltre, l’azione di AGCOM è finalizzata, secondo il TAR, ad assicurare un equo accesso ai servizi di telefonia, proprio per tutelare i segmenti più deboli di clientela, che si avvalgono per l’appunto dei tagli di ricarica più bassi disponibili.

Condividi
Pubblicato da
Eduardo Bleve