Didattica a Distanza

È stata rilevata una situazione molto spiacevole per quanto concerne la didattica a distanza. A quanto pare, i sistemi di De Agostini Scuola sono stati ufficialmente violati da hacker, i quali si sono infiltrati dove possono essere attivati gli eBook. Stando a quello che ha riportato Dday.it, DeA Scuola teme seriamente che i malfattori abbiano rubato i dati sensibili di molti utenti.

Nel caso in cui il furto venisse confermato, la DeA scuola potrebbe essere in guai seri, anche perché il suo database comprende i profili di minori. Attualmente, la suddetta ha avvisato tutti dell’accaduto, avviando un’indagine interna per venire a capo della questione. Tramite una email, la scuola ha esortato docenti, alunni e famiglie a cambiare tutte le password e convalidarne una nuova al prossimo log-in.

 

Hacker e didattica a distanza nel mirino: il guaio è davvero molto serio

Come ci ha tenuto anche ad evidenziare la De Agostini, il problema non riguarda solo la didattica a distanza, ma in linea più generale anche la information security di tutte le persone che sono state coinvolte nel data breach. Nel caso in cui gli hacker avessero davvero rubato i dati personali, questi possono essere utilizzati per vari loschi scopi, come furti d’identità, attacchi di phishing e, soprattutto, accesso a tutti i siti degli utenti che condividono le stesse password. Di fatto, la DeA Scuola ha fatto presente tale situazione, invitando tutti a cambiare anche le altre password legate al lavoro ed home banking.

Questo è il secondo importante episodio di data security breach che vediamo in Italia nel giro di poche settimane. Prima della DAD, nel mirino era finita ho.Mobile. Infatti, solamente qualche giorno fa, l’operatore ha contattato i propri clienti per offrire il cambio gratuito della SIM. In quel caso, i dati sottratti riguardavano nome e cognome, data e luogo di nascita, numero di telefono, codice fiscale, domicilio e il numero seriale della SIM stessa. Quindi, tutti dati utili per procedere verso furto d’identità, utilizzo delle mail e resettare password, così da accedere anche ad account che hanno l’autenticazione a due fattori. È importante precisare che questo database era già stato venduto precedentemente nel Dark Web.