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Microchip sotto la Pelle? Non è solo una teoria del complotto

Le teorie del complotto fanno spesso riferimento ad impianti subcutanei di microchip che controllerebbero le nostre libertà. E qual periodo migliore per rilanciare complottismi vari che il periodo delle elezioni americane?! Specie quest’anno i cui abbiamo un Donald Trump presidente, uscente, ad aizzare gli animi parlando di brogli elettorali senza alcun tipo di evidenza tangibile.

Se a questo si aggiunge che la diffusione dei microchip impiantati nel nostro corpo sta davvero perdendo piede anche in Italia il gioco e fatto. E dunque vero che la tecnologia dei microchip si sta diffondendo, ma al contrario di quello che pensano i complottisti questi sistemi non sono macchinazioni governative atte a sottrarci la libertà. Sono piuttosto degli utili supporti come ampiamente dimostrato in Svezia.

Microchip: dalla Svezia all’Italia

 

La pratica è infatti già piuttosto diffusa nel paese scandinavo dove questi microchip sono ampiamente utilizzati

dalla popolazione. L’istallazione del chip è una procedura piuttosto semplice che non richiede più di 5 minuti; spesso può essere effettuata da un semplice tatuatore. Il grande pregio di questi microchip sta nella loro versatilità. Possono infatti essere utilizzati per le attività più disparate; dall’autenticazione all’ingresso di un edificio  sorvegliato al semplice accesso al proprio smartphone.

Tra le tante caratteristiche del microchip una potrebbe risultare particolarmente utile in questo periodo. Il microchip infatti potrebbe risultare un ottimo strumento per la lotta alla diffusione del Covid 19. Tra le sue tante funzioni infatti anche quella di misurare la temperatura corporea e la presenza di ossigeno nel sangue; le possibilità fornite da quesa nuova tecnologia sono veramente inimmaginabili.

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Pubblicato da
Redazione
Tags: chip