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WhatsApp come Iliad: per usare l’app si dovrà pagare una tassa

Le ultime novità per WhatsApp non sono affatto buone. C’è chi pensa che l’applicazione si possa equiparare ad un operatore telefonico come Iliad. Per garantire l’uso del servizio sarebbe necessaria una tassa. Questo quanto confermato di recente dalla Spagna che intende imporre il versamento di una quota che modifica le libere leggi sulla comunicazione digitale. Ecco di che cosa si sta discutendo nel Paese Iberico.

 

WhatsApp a pagamento: secondo la Spagna bisogna pagare qualcosa per usare l’app

In Spagna si discute a proposito di una Web Tax da applicare alla famosa applicazione di messaggistica. Il Disegno di Legge prevede la consultazione fino al 13 di Ottobre. Obiettivo è quello di ridefinire le regole che determinano la comunicazione tramite Internet. La proposta prevede quindi che i fornitori dei servizi paghino come nel caso degli operatori telefonici con le soglie limite.

Al momento la proposta si rivolge tanto a WhatsApp quanto a Telegram ed altre app di messaggistica il cui fatturato supera 1 milione di euro

all’anno. Secondo la prima bozza del programma la soglia di pagamento sarebbe di 1 Euro ogni 1.000 Euro fatturati.

Il Segretario di Stato spagnolo per le Telecomunicazioni e le Infrastrutture Digitali, Roberto Sanchez, ha esplicato le motivazioni di tale manovra. Secondo una sua prima interpretazione è necessario ridefinire le condizioni di concorrenza con una web tax al 3% già approvata e prevista anche in Italia e Francia. La Spagna aveva così previsto una quota iniziale di 300 milione di euro, ridottisi poi a 242 milioni causa Coronavirus.

Irene Caro, direttrice generale di Facebook, Instagram e Whatsapp, sarà incaricato di dirigere le operazioni. Secondo l’agenzia di marketing e comunicazione Rebold, l’uso delle reti sociali è cresciuto del 55% in Spagna nel corso della pandemia. Ottima occasione per applicare una “tassa sociale”.

Scopriremo presto quale sorte toccherà al gigante di Menlo Park ed agli altri concorrenti che negli anni hanno intensificato la loro presenza nel mercato social delle app.

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Pubblicato da
Domenico