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Bomba Atomica: la paura cresce dopo la catastrofe di Beirut

Sono passati ben 5 giorni dal disastroso accaduto. Il 4 agosto del 2020 un’esplosione violenta ha colpito il porto della città di Beirut causando un numero di 135 morti e più di 300mila sfollati. Ovviamente è stata avviata l’inchiesta sulle 2.750 tonnellate di nitrato d’ammonio (un fertilizzante usato anche per gli esplosivi minerari) che, dal 2013, si trovava negli hangar del porto, lasciato da una nave sotto sequestro. Nel frattempo il governo ha messo agli arresti domiciliari i funzionari responsabili dei magazzini e della sicurezza del porto. Tale catastrofe ha però causato il timore di una possibile bomba atomica in grado di distruggere l’intero pianeta Terra.

 

Bomba Atomica: la paura si espande come l’esplosione di Beirut

La situazione attuale in seguito al disastro di Beirut potrebbe causare delle gravi conseguenze. Secondo il giornale Repubblica

, «lo spettro atomico è tornato a farsi concreto».  Ci sono molti fattori di tensione internazionale che potrebbero causarlo e soprattutto, oltre agli Stati Uniti ed alla Russia, ci sono «altri Paesi che hanno messo le mani sulla “bomba” e potrebbero usarla per regolare i loro conti».

Non si parla spesso delle armi atomiche, eppure il mondo ne è ben dotato. Sembrerebbe infatti che ci siano missili già attrezzati per il lancio e addirittura pronti all’utilizzo. Tra gli Stati che intimoriscono maggiormente vi sono l’India e il Pakistan, «che vivono una corsa agli armamenti nucleari pericolosissima per il destino dell’umanità, senza che nessuno faccia qualcosa per fermarli». Ma c’è anche «la Nord Corea, che sperimenta ordigni nel ventre delle montagne». E ancora, «Cina e Israele, che perfezionano i loro arsenali nella segretezza assoluta».

 

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Pubblicato da
Melany Alteri