eclissi di luna

Esistono, al di sotto della superficie della Luna, più metalli del previsto. Principalmente si tratta di ossidi di ferro e titanio. La scoperta potrebbe aggiungere dettagli inediti sull’origine del nostro satellite. Questo è ciò che emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Earth and Planetary Science Letters dal gruppo dell’Università della California del Sud e del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) Nasa del California Institute of Technology (Caltech), coordinati da Essam Heggy.

Luna, ecco cosa sappiamo circa il metallo che si trova sotto la superficie

Lo studio è basato sui dati della missione della Nasa Lunar Reconnaissance Orbiter (Lro), i cui strumenti sono stati utilizzati per ricostruire, tramite immagini radio, le caratteristiche delle polveri fini sul fondo dei crateri lunari. Portate in superficie dagli impatti con meteoriti di cui la Luna, non possedendo una propria atmosfera, è da sempre soggetta.

Un deposito di materiali preziosi a tutti gli effetti, potrebbe nascondersi sotto le profondità della luna. Questa è la teoria avanzata nello studio condotto da James Brenan, professore perso il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente della Dalhousie University.

Con una serie di comparazioni analitiche tra i depositi di minerali sulla Terra e quelli sulla Luna si arriva alla conclusione che la presenza di solfuro di ferro nelle profondità del nostro satellite naturale possa implicare presenza di metalli preziosi, come il platino e il palladio.

Alcune misurazioni della quantità di metalli preziosi presenti nelle rocce vulcaniche della Luna, hanno mostrato livelli più bassi del solito.
Secondo Brenan i metalli preziosi sarebbero finiti nelle profondità rocciose della Luna mentre l’attività vulcanica era ancora presente.

Il solfuro di ferro e i metalli preziosi ad esso legati, secondo Brenan, non si sono concentrati nel magma che scorreva sulla superficie lunare, forse perché non ce n’era abbastanza per formare un deposito, cosa che spiega i suoi bassi livelli nelle rocce lunari odierne.
La scoperta, naturalmente, potrà ricevere conferma unicamente attraverso un prelievo di campioni dalla parte profonde rocciosa della luna. Il consiglio di Brennan è di effettuare un prelievo nel Polo Sud Lunare.