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L’app Messaggi made in Google si è ormai evoluta per portarsi più in alto con l’innovazione del protocollo RCS. Gli sviluppatori hanno attivato i Rich Communication Services per ampliare le normali competenze dell’applicazione, precedentemente dedicata in maniera esclusiva a SMS e MMS, e includere al suo interno anche moltissime funzionalità per portare questa piattaforma (finalmente) nel nuovo decennio.

Sappiamo che la società di Mountain View ha sempre avuto difficoltà nell’inserirsi nell’ambito delle app di messaggistica. Ci ha provato in passato con Hangouts, ma è stato un completo e conclamato fallimento. Per questo ha cercato una strada che potesse realmente garantire risultati, e l’ha trovata grazie all’OS Android operando un restyling dell’app Messaggi.

L’ultimo modo da sciogliere restava la sicurezza (il pezzo da novanta, insomma). E ora anche questo aspetto è stato archiviato grazie all’implementazione della crittografia end-to-end.

Google Messaggi, ora gli utenti sono al sicuro: arriva la crittografia anche su quest’app

Gli utenti hanno infatti accolto la notizia della nuova versione dell’app molto favorevolmente. Su ispirazione di iMessage presente nell’ecosistema Apple, ora anche l’app Messaggi di Google permette una comunicazione preferenziale fra utenti Android, inserendo la possibilità di scambiarsi media di qualsiasi genere, inclusi file, indicazioni della propria posizione e contatti.

In molti, però, erano frenati nell’utilizzo dall’assenza di garanzie nella sicurezza dei messaggi: mentre le altre app – come WhatsApp e Telegram – presentano di fatto protocolli di crittografia end-to-end, l’app ideata dalla casa di Mountain View fino a qualche settimana fa ci stava ancora lavorando.

Ora però, con la versione 6.2.031, si avrà l’arrivo della cifratura anche nell’ambito di questa chat, offrendo la sicurezza di conversazioni criptate in cui solo i due utenti che prendono parte alla conversazione sono in possesso delle chiavi per codificare i messaggi.

Un passo necessario per porsi al pari delle proprie rivali, che ora potrebbero iniziare a temere un po’ di più l’intraprendenza del colosso americano.