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Conto corrente: può essere pignorato in alcuni casi specifici

Avere un proprio conto corrente è un qualcosa che oggi riguarda la quasi totalità della popolazione: nel corso di un decennio, le possibilità riguardanti questo strumento finanziario hanno conosciuto una vera e propria svolta, andando a costituire pian piano un punto di forza dello stesso. Con la possibilità di aprirne uno gratuitamente, comodamente da casa propria e semplicemente scaricando un’applicazione  sullo smartphone, il conto corrente è ormai proprio di giovani ed adulti e il suo utilizzo si è fatto sempre più consistente. Bisogna però ricordare a tutti gli utenti che anche questo strumento finanziario non è immune alle politiche bancarie e statali ed alcune volte può essere messo in pericolo attraverso il pignoramento.

Conto corrente: la facilità di aprirne uno non è sinonimo d’invincibilità

Possedere più di un conto corrente è dunque facile ed economico nel 2020, ma nonostante tutto non è sinonimo di sicurezza o intoccabilità

. Ogni conto corrente, infatti, rimane soggetto alle polite bancarie e a tutta quella serie di termini e condizioni che sono stati sottoscritti attraverso la postula del contratto. Questo fa sì che lo stesso possa essere pignorato in casi estremi, come quando la banca deve per forza di cose sopperire ad un mancato pagamento dopo mesi di reclami o alla sanificazione di un debito.

Un altro motivo per cui questo mezzo possa essere pignorato è dettato, poi, dall’Agenzia delle Entrate e in particolar modo dall’ufficio di Riscossione: nel caso di mancato pagamento della cartella esattoriale, infatti, il Fisco può pignorare il conto in maniera automatica così da soddisfare il suo credito una volta e per tutte.

Attenzione, dunque, ai debiti che si hanno poiché potrebbero mettere in pericolo la propria condizione bancaria.

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Pubblicato da
Paola Carioti