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Durante questo periodo di lockdown abbiamo assistito ad un drastico tracollo del prezzo del petrolio, questo ovviamente ha portato molti sognatori come giusto che sia a pensare che di conseguenza il prezzo della benzina per la propria automobile sarebbe calato a sua volta in modo importante.

Al riguardo però è utile fare delle considerazioni, innanzitutto bisogna pensare che per alcuni liberarsi delle scorte di petrolio vendendole è molto più conveniente che fermare la produzione in attesa che il mercato si sblocchi, infatti un lockdown in questo settore in America è piuttosto difficile, in primis dal momento che a gestirne l’estrazione sono aziende private e non il governo stesso, a differenza della Russia e della Arabia Saudita, in secundis perchè una volta bloccata l’attività, non è detto che i pozzi una volta ripartiti abbiano la stessa capacità di funzionamento.

Il pieno ne lo storage sono gratis

Il concetto di pagare per vendere le scorte nasce dal fatto che per molti sarebbe più conveniente investire nella vendita che nello stoccaggio, dal momento che trovare un posto per i barili non è facile ed è costoso, costi che aumentano anche in virtù del trasporto che si renderebbe necessario e che aumenterebbe il tasso di rischi.

Il problema sullo storage nasce proprio dalla pandemia in corso, infatti a seguito dell’emergenza il drastico calo della richiesta ha portato ad un collasso dell’economia di domanda, fattore che ha condotto verso un rapido aumento delle scorte: gli stock in Oklahoma ad esempio, hanno avuto un aumento di barili del 48%, arrivando a contenerne 55 milioni contro la capienza massima di 76.

Addirittura si vocifera che Trump abbia intenzione di pagare le aziende estrattrici per tenere il petrolio fuori dal mercato in attesa di un aggiustamento dei prezzi.

Per il pieno non sarà “gratis”

Ovviamente la popolazione nutre la speranza che in virtù della drastica discesa del prezzo del petrolio fare il pieno non costerà nulla, purtroppo questo non è possibile nemmeno in un mondo fatato, poichè è vero che il prezzo della benzina è direttamente proporzionale al costo della sua materia prima, ma esso si compone anche di alcune imposte, le tanto famose accise.

Inoltre ad aver avuto un drastico calo è il prezzo del “gasoline” americano, sceso al di sotto del dollaro a gallone, basato però sull’indice di prezzo del Petrolio WTI, il quale ha avuto un calo a sua volta.

Per l’Europa però non si adopera l’indice del Petrolio WTI, infatti viene usato il Brent, che ha si avuto un calo, passando però da 60$ a 22$, ampiamente sopra lo zero, ecco perchè dunque vedere un prezzo della benzina veramente basso è altamente improbabile.