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DAZN e SKY: le piattaforme sono nei guai, gli utenti fuggono dal calcio

 

Per Dazn, pay tv che insieme a Sky si contende gli attuali diritti televisivi delle partite di Serie A, si sta delineando un periodo tutt’altro che roseo. Un dato preoccupante, che la società inglese di video streaming e on demand ha potuto rilevare negli ultimi tempi e che sembra legato ad un calo considerevole degli abbonati, soprattutto nell’ultimo biennio. Così l’enorme investimento che Dazn ha proiettato sul nostro Paese a favore del calcio televisivo, pare essersi rivelato un buco nell’acqua, nonostante il tentativo di alleanza con Sky per rendere l’offerta quanto più appetibile per i suoi abbonati.

ABBONAMENTI IN CALO, ECCO PERCHE’ DAZN E SKY NON RIESCONO A FRENARNE IL CROLLO

Già a partire dalla stagione calcistica 2018/2019, Dazn e Sky hanno iniziato a condividere i diritti televisivi della Serie A: a farla da padrona la veterana Sky con ben sette partite in esclusiva alla settimana contro le tre della new entry Dazn. Indubbiamente, una mossa quella della ripartizione del calcio in streaming non molto intelligente sul piano degli abbonamenti perché troppo onerosa se destinata ad un pubblico intenzionato ad assistere a tutti i match. Proprio per questo, entrambe le pay tv hanno poi messo da parte il loro spirito concorrenziale a favore di una vera e propria collaborazione con la creazione di un canale Dazn sul satellite che fosse gratuito per gli abbonati di Sky.

Una mossa che però non è servita a garantire alle due società di trattenere gli utenti nonostante il tentativo di ridurre proprio il costo degli abbonamenti. Una ricerca di mercato condotta da Enders per il 2018 ha riportato un crollo pari a quasi 1,15 milioni di abbonati rispetto all’anno prima, con una riduzione dei ricavi pari all’8% contro un aumento di quasi il 78% dei costi per l’acquisto dei diritti televisivi. Una strategia commerciale quella di Dazn apparentemente poco efficace e motivata dal sempre più crescente fenomeno della pirateria. Purtroppo infatti sembra ormai dilagante la presenza di Iptv illegali che per poco più di 10 o 15 euro al mese consentono la visione non solo di canali Dazn, ma anche di quelli Sky o Netflix. Un sistema di trasmissione clandestino che purtroppo non solo favorisce la produzione di abbonamenti illegali, ma anche un crollo dei guadagni con cui Dazn oltre che Sky stipendiano gli oltre 5700 dipendenti da oggi a rischio.
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Pubblicato da
Redazione