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SIM clonate agli utenti TIM, Vodafone e Iliad: il rischio è enorme

Grande oggetto di truffa, nonostante il periodo sembrava fosse passato ormai da diverso tempo, sono ancora le schede SIM dei vari operatori mobili. Infatti gli utenti che si lamentano regolarmente sono sempre di più, visto che il fenomeno sembra tornato in auge.

Il pubblico crede che la sicurezza sia aumentata negli anni, ed effettivamente è così, ma non bisogna dimenticare che di pari passo si evolvono anche le tecniche per aggirarla. A portare avanti tale attività sono hacker che tendono ad aggiornarsi man mano, fino a sfruttare i periodi in cui gli utenti dimostrano di avere un controllo nettamente inferiore del proprio telefono. Parliamo infatti di periodi di vacanze estive o invernali o magari del semplice fine settimana. In questo modo il saldo del credito residuo, così come quello del conto corrente, risulta una preda succulenta. Le segnalazioni degli ultimi tempi però ci sarebbero moltiplicate, con tante lamentele da parte degli utenti TIM, Vodafone e anche Iliad

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SIM clonate: lo scopo è quello di accedere al vostro conto corrente per rubarvi i soldi

L’obiettivo di clonare una qualsiasi scheda SIM è ben chiaro ormai da qualche tempo. I truffatori puntano infatti ad accedere al vostro conto in banca, riuscendo a sfruttare le restrizioni di sicurezza. Queste, che vengono applicati dalle banche stesse, sono corruttibili in poco tempo.

Gli hacker clonano la vostra scheda proprio per ricevere il messaggio dalla vostra applicazione bancaria. Il token fisico non è più necessario da tempo, e proprio per questo ora le SIM sono ancora più appetibili. Per effettuare la clonazione, i malviventi raccoglieranno informazioni proprio dei vostri social network, e con queste potranno richiedere una nuova coppia proprio della vostra scheda SIM. Fatto questo, potranno reimpostare la password di accesso per il conto bancario semplicemente mettendosi in contatto con la vostra banca, anche se i dettagli di questo processo non li conosciamo per ovvi motivi.

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Pubblicato da
Felice Galluccio