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Auto elettriche: la ricarica veloce ha costi al limite dell’usura

Quando si parla di auto elettriche, spesso alle vendite dei vari modelli sul mercato non corrisponde un’adeguata rete di stazioni di ricarica in Italia. Al momento la mappa del rifornimento in città e nei tratti extraurbani è ancora molto scarso, e non sempre viene accompagnato da costi di ricarica per le vetture plug-in amichevoli.

Se volete risparmiare il modo più conveniente per ricaricare l’auto elettrica è a casa, magari disponendo di un garage/posto auto che possa avere un impianto elettrico attaccato all’abitazione. A casa però il classico contatore da 3,3 kW di potenza impegnata non è certo un fulmine di velocità, e per una batteria da 40 kWh serviranno circa 12 ore per riportarla al 100%.

Visto che il nostro tempo è denaro, ci troveremo costretti ad avvalerci alle colonnine di ricarica in giro per la città molto spesso, ma qui i costi sono davvero una giungla. Vediamo di cosa parliamo entrando subito nel vivo.

 

Auto elettriche: la ricarica veloce ha costi al limite dell’usura

La provocazione è molto diretta:”paghereste 20 euro per fare 150 km di percorrenza?

” Ovviamente no, a meno che del denaro non sapete che farvene. Ma questa è la reale cifra che una colonnina di ricarica veloce richiede agli utenti proprietari delle auto elettriche. Va da sé che, al netto dei costi di acquisto del veicolo, avere un’auto 100% pulita è davvero un lusso per pochi.

Leggere per credere. Qualche giorno il provider europeo Ionity, dietro cui ci sono i principali produttori di automobili tedeschi insieme a Ford e Huyndai, ha annunciato che la sua tariffa europea sarà di 0,79 centesimi al kWh. Un prezzo al limite dello sproposito che he comporta una ricarica ad alta velocità fuori mercato.

L’alternativa rimane sempre la colonnina pubblica standard che propone 0,2 euro al kWh, ma il tempo di ricarica si sa è decisamente superiore. Dunque, a meno che non siate ricchi, allo stato attuale delle cose fare un pieno di energia non è minimamente avvicinabile ai tempi di uno a benzina. Servono soluzioni nuove, come già scritto sull’alternativa cinese.

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Pubblicato da
Flavio Mezzanotte