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Boeing 737: svelate le nuove dinamiche dell’incidente in Iran

Lo scorso 8 Gennaio 2020 nei cieli di Teheran, capitale dell’Iran, un Boeing 737 ha improvvisamente preso fuoco, schiantandosi successivamente al suolo e provocando la morte di ben 176 persone. Inizialmente si era considerata l’ipotesi del guasto, visti anche i precedenti della compagnia, ma, dopo un’attenta analisi, l’Iran non ha più potuto negare le sue colpe. Stando a quanto riportato dal New York Times, quindi, il volo 752 dell’Ukraine International Airlines è stato in realtà abbattuto per errore dalle forze aeree Iraniane. Nelle immagini esclusive pubblicate pochi giorni fa dal New York Times, infatti, è possibile intravedere il momento esatto in cui i due missili si alzano dalla base, con una distanza di circa 23 secondi l’uno dall’altro.

Il video pubblicato online ha quindi suscitato lo scalpore di molti, obbligando di fatto l’Iran ad intraprendere delle indagini in merito. Negli ultimi giorni, infatti, il Governo Iraniano ha dichiarato, attraverso il portavoce della magistratura di Teheran Gholamhossein Esmaili,

che “Sono state condotte indagini estese e alcune persone sono state arrestate”. In seguito al fermo dei primi indagati il presidente Iraniano si è mostrato scosso dal “tragico evento”. Esmaili ha poi continuano affermando che “l’incidente sarà oggetto di indagini approfondite per evitare che ciò possa accadere nuovamente in futuro”

Incidente Boeing 737: il premier Canadese si sbilancia sulla questione

Come ribadito poco prima, nell’incidente aereo hanno perso la vita ben 176 passeggeri di cui 82 iraniani, 11 ucraini, 63 canadesi, 10 svedesi, quattro afgani, tre tedeschi e tre britannici. Il premier Canadese è quindi intervenuto sulla situazione dichiarando che, in assenza delle recenti tensioni, tutte le 176 vittime dell’incidente sarebbero state evitate. Ai microfoni di Global News TV, infatti, il premier ha affermato che “Se non ci fosse stata una escalation di recente nella regione, quei canadesi sarebbero a casa proprio adesso, con le loro famiglie”

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Pubblicato da
D'Orazi Dario