TIMIl Garante della Concorrenza e del Mercato ha recentemente comminato una multa veramente importante a TIM per pratiche commerciali scorrette nelle offerte Winback e per quanto riguarda i cosiddetti servizi non richiesti.

Secondo quanto concluso con l’istruttoria, infatti, sono state accertate due violazioni del Codice del Consumo; in primis ha violato l’articolo 22 del 2018, in quanto non è stata in grado di fornire chiare ed immediate informazioni nella divulgazione delle offerte winback per gli ex clienti. Questi, infatti, venivano contattati direttamente tramite SMS o call center, raccontando solamente il piano tariffario ed il prezzo mensile (nonché ovviamente il bundle dell’offerta), omettendo però eventuali vincoli contrattuali o altri costi aggiuntivi.

La condotta è stata ritenuta non idonea, poiché l’utente non veniva posto dinanzi a tutte le variabili, andando difatti ad assumere una decisione commerciale che forse non avrebbe effettivamente presto.

 

TIM: multa da oltre 4,8 milioni di euro

In aggiunta è stata accertata la violazione dell’articolo 65 del Codice del Consumo; in altre parole, nell’attivazione di un’offerta commerciale, l’utente si ritrova con servizi aggiuntivi (che molto spesso comportano un costo accessorio rispetto al canone fisso) effettivamente non richiesti, aggiunti di fatto senza il consenso dell’utente finale.

La sanzione comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è davvero molto elevata, oltre 4,8 milioni di euro, e si va ad aggiungere alle ultime multe comminate ai danni delle rivali del settore della telefonia mobile, come abbiamo visto poco tempo fa parlando di Wind.

Iliad indubbiamente si fa sentire, con le sue segnalazioni e la pubblicità “aggressiva” sta mostrando ogni giorno i difetti delle storiche realtà del settore.