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Vodafone, TIM, Wind e Tre, la truffa: ecco perché sparisce il credito

Numerose testimonianze segnalano il sopravvento di una truffa telefonica che c’è ma non si vede al primo impatto. Viene usata dagli operatori TIM, Vodafone, Wind, Tre e persino Fastweb per azzerare il credito delle SIM. Gli utenti che ne sono stati coinvolti hanno chiesto maggiori informazioni, spesso senza successo. Ebbene si deve sapere che non solo è possibile evitare gli addebiti ma anche bloccarli per sempre con una procedura simile per tutti i gestori.

 

Come bloccare la truffa del credito telefonico di TIM, Wind, Tre e Vodafone

Normalmente ci aspettiamo che una promo da 6,99 euro o di qualsiasi altro importo venga a costare quanto indicato. In realtà il gestore mantiene le promesse ma nasconde costi aggiuntivi: Derivano dai cosiddetti VAS che i più esperti in materia riconoscono come servizi a valore aggiunto.

Come dice la terminologia stessa si tratta di opzioni di servizio che si vanno ad aggiungere ai criteri impartiti dal contratto telefonico in promozione. A chiamate illimitate e pacchetti di Giga mensili si sommano spesso suonerie, oroscopo, meteo

e musica. Qualcosa di ci possiamo fare a meno ma che sopraggiunge passando inosservata.

Tutto fa capo ad una piattaforma di attivazione che porta il nome di MobilePay. Viene usata indistintamente da TUTTI gli operatori reali con la sola eccezione di Iliad, tra le cui clausole contrattuali figura il blocco automatico dei servizi Premium. Si presenta sottoforma di banner che al click registra il nostro numero per attivare le componenti aggiuntive delle promo.

Per bloccare la truffa occorre semplicemente chiamare il proprio gestore o il numero unico AGCOM per le disdette e le segnalazioni dei soprusi dei gestori telefonici. Allo stesso modo, alla sezione servizi, è possibile passare comodamente per le app mobile disponibili per Android ed iOS.

Se pervenute entro 24 ore gli effetti della richiesta produrranno anche rimborsi completi del credito sulla base della tariffazione pattuita all’atto del prelievo forzato. Niente da fare, invece, superato le 24 ore stabilite.

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Pubblicato da
Domenico