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Canone Rai e Bollo Auto: tragica novità sull’addio delle due tasse

Si è parlato moltissimo nel corso del 2019 dell’ipotetica abolizione del Canone Rai e del bollo auto dal già folto numero di tasse che gli italiani si trovano costretti a pagare annualmente. Sebbene siano circolate tante fake news a riguardo, sappiamo che non tutte le notizie provenivano da fonti fittizie.

Prendiamo il caso della cancellazione dell’imposta sul possesso dell’autovettura, il bollo auto, che era stata avanzata niente di meno che da Luigi Di Maio stesso nel corso di un’intervista. Di fatto, il vicepremier aveva ipotizzato l’abolizione dell’odiata accisa proprio a seguito dell’abbassamento dello Spread che era avvenuto poco prima dell’Estate.

Con la caduta del Governo però, la proposta è passata in secondo piano. A ciò si somma anche la decisione della Corte della Cassazione di rendere più autonome sul piano decisionale le Regioni italiane. Esse avrebbero infatti avuto maggiore potere sulla questione del bollo. Ognuna, indipendentemente dalle altre, avrebbe potuto decidere di aumentare il costo fisso dell’imposta, ridurlo o addirittura abolirlo.

Considerati gli ingenti introiti che l’accisa porta nelle casse statali annualmente, difficilmente lo Stato avrebbe rinunciato a tale guadagno, soprattutto in un periodo in cui i politici lottano per far rientrare denaro a seguito del buco di 3 miliardi di Euro nel bilancio delle casse.

 

Il bollo auto difficilmente verrà abolito; ma il Canone Rai?

 

Parlando di Canone Rai invece, sappiamo che la tassa sulla presunzione del possesso di un’apparecchio televisivo porta via agli italiani circa 100 Euro annui e sommati, producono un gettito per lo Stato di oltre 1,5 miliardi di Euro.

L’imposta odiata non si può infatti non pagare in quanto arriva insieme alla bolletta dell’energia elettrica. Ci sono però delle categorie speciali di persone che possono evitare il pagamento dell’odiata tassa. In definitiva, sembra quasi impossibile come il Governo possa decidere di rinunciare a gettiti simili.

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Pubblicato da
Manuel De Pandis