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Facebook vuole a tutti i costi il proprio sistema operativo

Il social network Facebook sta ancora lavorando al proprio sistema operativo e non ha nessuna intenzione che i propri dispositivi di realtà virtuale e realtà aumentata dipendano da un sistema concorrente.

La volontà del colosso di Menlo Park si è capita dall’assunzione di Mark Lucovsky, co-autore di Windows NT, a cui è stato recentemente affidato il compito di costruire da zero un sistema operativo Made in Facebook. Scopriamo tutti i dettagli.

 

Facebook vuole a tutti i costi il proprio sistema operativo

Nel momento in cui Lukovsky è stato assunto, Andrew Bosworth, vicepresidente della divisione Hardware della piattaforma ha dichiarato: “Vogliamo assicurarci che la prossima generazione abbia spazio per noi. Non crediamo di poterci fidare del mercato o della concorrenza per ottenere questo spazio. E quindi lo faremo noi stessi“. Bosworth per prossima generazione intente tutto ciò che è inerente ai dispositivi per la realtà virtuale, come Oculus e la realtà aumentata.

Queste due realtà purtroppo non sono ancora riuscite a sfondare come la piattaforma vorrebbe e parte della colpa, è stata data alla necessità di doversi relazionare con i proprietari dei sistemi operativi

, che possono anche metterle volontariamente i bastoni tra le ruote. La piattaforma, anche se non lo ha fatto esplicitamente, si è riferita soprattutto a Google, che nonostante c’entri solamente poco con Oculus, sembrerebbe che nei piani futuri della realtà aumentata di Facebook, possa rappresentare un problema.

Per Facebook le realtà virtuali sono così importante che sta nuovamente costruendo nuovi uffici a Burlingame, a circa venti chilometri dalla sede di Menlo Park. Si tratta di uno spazio di circa 770 mila metri quadrati che ospiterà, anche se non sappiamo ancora quando, 4000 dipendenti. Secondo le ultime indiscrezioni, nella seconda metà del 2020 accoglierà anche il team specifico per lo sviluppo della realtà virtuale e realtà aumentata. Per avere la conferma ufficiale, dovremo comunque aspettare ancora un po’ di mesi.

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Pubblicato da
Veronica Boschi