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Auto: 5 motivi per cui un motore a diesel è meglio dell’elettrico


Ai giorni nostri una delle domande che più si pongono gli automobilisti di tutto il mondo è: Auto a diesel o quelle elettriche? In seguito all’introduzione delle auto elettriche, infattii consumatori hanno iniziato a porsi molteplici domande per risolvere ogni dubbio sulla nuova tecnologia nonostante sia ben risaputo che le vetture elettriche rappresentano l’evoluzione tecnologica del settore.

Dopo aver effettuato molteplici test e analisi a riguardo, in realtà è emerso che le auto elettriche non sono poi così ecologiche. A scoprire tutto ciò sono stati alcuni ricercatori di un importante istituto di Monaco che, per i loro studi, hanno analizzato sia una vettura a diesel che una elettrica: la Mercedes Diesel Classe C 220d e la Testa Elettrica Model 3.

I risultati emersi hanno constatato che la vettura elettrica emette poco più di 165 grammi di CO2 mentre la Mercedes Diesel ne produce solamente 141 grammi. A questo punto scopriamo di seguito cinque validi motivi per cui preferire le auto a diesel

piuttosto che quelle elettriche.

Auto a diesel: ecco i motivi per sceglierle

Il primo punto forte dei motori a Diesel riguarda ovviamente l’aspetto economico. Le automobili montanti questi ultimi sono decisamente meno costose rispetto le vetture elettriche che, di fatto, offrono dei motori molto più complessi. Continuando sul piano economico non sono da trascurare costi di manutenzione che, come si può immaginare, in una automobile elettrica possono essere molto elevati.

Inoltre non è da trascurare il problema ricarica. Come ben sappiamo, infatti, le colonnine per le auto elettriche attualmente non sono molto diffuse e, di fatto, rifornire un auto a diesel risulta essere molto più facile. Continuando sul tema ricarica, inoltre, c’è da considerare anche i costi di rifornimento che, a tutti gli effetti, sono  leggermente più bassi per le auto a diesel; infine, come anticipato precedentemente, le auto a diesel inquinano meno rispetto alle vetture elettriche.

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Pubblicato da
Alessandro Caperchio