gamberetto fossile ambra

Come spesso accade dei lontani testimoni preistorici tornano tra noi sotto forma di fossili: parliamo di un gamberetto che è rimasto intrappolato nell’ambra di 22 milioni di anni fa.

Gli scienziati sostengono che il crostaceo nuotasse nelle acque del mare del periodo Miocene (era geologica tra 23 e 5 milioni di anni fa), e il fossile è stato scoperto da un team di ricercatori degli Istituti di Zoologia e Oceanologia dell’Accademia cinese di Scienze, e dell’Università cinese di Nankai.

Essendo una conquista scientifica tutta cinese, il reperto sarà conservato a Pechino mentre i risultati dello studio sono stati diffusi sulla rivista Nature. Ad oggi si tratta di una testimonianza straordinaria della storia della fauna terrestre poiché ci indica come  ricostruire gli ecosistemi e la biodiversità del primo Miocene.

 

Fossili di milioni di anni: il gamberetto che viene dalla preistoria

Di questo periodo sono ancora oscuri i vari elementi di transizione degli organismi viventi dall’ambiente marino all’acqua dolce. Come spiegano gli studiosi, inoltre, la scoperta di organismi acquatici conservati così bene nell’ambra è straordinaria. 

L’ambra è così limpida nella sua cristallizzazione da lasciare intravedere alcuni particolari che riconducono il gamberetto preistorico come parente molto vicino ad alcune specie ancora esistenti nelle nostre acque.

Ora 22 milioni di anni non sono un tempo così unico per i fossili conservati nell’ambra, visto che alcuni risalgono a oltre 320 milioni di anni fa. Molti dei reperti fossili sono giunti a noi grazie al processo di solidificazione della resina da cui proviene l’ambra, materiale che nell’antica Grecia veniva definito “lacrime degli dei”. Una resina fossile che ci ha raccontato spesso l’evoluzione del nostro pianeta.