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Milano: escape room al buio per sensibilizzare sulla cecità

Spopolano sempre più le escape room. Per chi non lo sapesse è un gioco di logica incentrato sulla fuga e si svolge dal vivo. Di recente a Milano è stata annunciata una nuova escape room al buio per sensibilizzare sul tema della cecità.

La nuova escape room si trova all’Istituto dei ciechi di Milano, dovrai superare le stesse difficoltà ma stando completamente al buio. L’esperienza è in concomitanza con la mostra-percorso Dialogo nel buio oltre ad altre attività come degustazioni al teatro al buio. Si può prenotare in diverse fasce orarie ed è aperta a partire da oggi 31 ottobre. La prossima apertura ci sarà il 14 novembre. Dopodiché sarà aperta una volta ogni mese.

Escape al buio inaugurata a Milano, l’intento è sensibilizzare sulla cecità

Lo scopo è lo stesso delle escape room classiche, ossia risolvere degli enigmi per uscire dalla stanza, mettendo alla prova il proprio ingegno. “I protagonisti sono i sensi non visivi e il valore della diversità”, hanno spiegato con l’inizio di Dialogo nel buio, mostra-percorso aperta dal 2005 all’Istituto dei ciechi di Milano. Quest’ultima invita tutti i visitatori ad esplorare tutto ciò che li circonda, sfruttando gli altri sensi. Trattasi quindi di un modo per “avvicinare le persone e aiutare ad abbattere i pregiudizi

“.

Dovrai cercare un codice, che rischia di sparire. Ci saranno degli aiuti disponibili prima di immergersi nel buio. All’interno della stanza è presente anche una guida, specifica per non vedenti, che nella storia ha a sua volta un ruolo. Infatti, la guida funge da guardiano che conosce tutti i segreti per salvare il codice. In totale, il gioco dura circa un’ora, possono partecipare fino a sette persone (anche sconosciuti, non necessariamente amici) e si paga 30 euro ciascuno. Per partecipare devi prenotarti online sul sito www.dialogonelbuio.org e poi dovrai presentarti all’Istituto dei ciechi, situato in via Vivaio 7 a Milano. Ricorda di presentarti mezz’ora prima dell’inizio. Possono partecipare anche le persone con disabilità, basta avvertire quando prenoti.

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Pubblicato da
Rosalba Varegliano