buchi neri simulazione nasa

Quando mesi fa accogliemmo le prime foto dei buchi neri, come quello situato nella lontana galassia Messier 87, tutto il mondo rimase colpito dal poter vedere un oggetto cosmico finora soltanto teorizzato dagli astrofisici come Einstein o Hawking.

Ma proprio quell’immagine ha stimolato le conoscenze e la curiosità degli scienziati della Nasa, i quali hanno voluto realizzare una simulazione con un livello di dettaglio a dir poco strepitoso che a loro dire restituisce un modello aderente alla realtà di come appare un buco nero.

I buchi neri non sono direttamente visibili a occhio nudo, ma si desumono al centro di un vortice di materiale gassoso che ruota caldissimo intorno a quel qualcosa, altrimenti detto disco di accrescimento. L’oggetto celeste è caratterizzato da un campo gravitazionale dall’enorme attrazione e da una rotazione a velocità assurde, da cui né materia né luce riescono a sfuggire.

Ormai siamo abituati al fatto che gli scienziati ritengono che esista un buco nero super massiccio al centro di ogni galassia, e anche nella Via Lattea siamo in balia di Sagittarius A Star. 

 

Buchi Neri: la NASA realizza un strepitoso modello del fenomeno

Il modello della NASA rappresenta un buco nero sferico dove la luce forma segue delle traiettorie curve prima prima di essere risucchiata all’interno, nel punto di non ritorno dove qualsiasi cosa non può più sfuggire. La simulazione si concentra anche sul disco attorno al buco nero, laddove la materia ruota in una struttura a disco dal colore rosso brillante che raggiunge temperature proibitive.

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Ma la scala dei colori racconta anche delle diverse velocità a cui la materia è sottoposta nel processo di attrazione verso l’orizzonte degli eventi, luogo ultimo in cui nessun fisico ha osato immaginare cosa ci sia. Pertanto, in prossimità del centro dei buchi neri polveri e gas ruotano così veloci da raggiungere colorazioni vicino al bianco, segno che la loro temperatura è altissima, mentre gli strati che virano al rosso sono più lenti e più freddi.

Come afferma Jeremy Schnittman del Goddard Space Flight Center della Nasa:”le simulazioni e i video come questo possono davvero aiutare a visualizzare ciò che intendeva Einstein quando diceva che la gravità curva la fabbrica dello spazio e del tempo”. In questo caso la gravità estrema genera una sorta di buco, dove la materia e la radiazione cadono dentro nei fenomeni rappresentati nella simulazione.

In un futuro non lontano si potranno ottenere immagini ancora più sorprendenti e dettagliate di un modello al computer.