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Chernobyl, dopole riprese dei droni arriva una notizia sorprendente

La miserie televisiva Chernobyl ha riscosso un successo tale da aver dato forte impulso al turismo nei luoghi del disastro nucleare, e stando a quanto stimato da Sergiy Ivanchuk, direttore di SoloEast, nei soli mesi di Giugno ed Agosto c’è stato un aumento delle prenotazioni del 40%, mentre Yaroslav Yemelianenko, direttore di Chernobyl Tour, ha segnalato un incremento del 30-40%.

Numero destinato ad aumentare nei prossimi mesi, raggiungendo le centocinquantamila prenotazioni entro la fine di quest’anno, il doppio rispetto all’anno precedente. I turisti hanno la possibilità di visitare i resti del reattore numero quattro esploso nel 1986 e la città fantasma di Pripjat.

Chernobyl, dopo la serie TV è boom di turisti

Dopo aver visto la serie TV Chernobyl, che racconta il come e il perché del disastro, passando anche per le storie degli eroi che hanno combattuto per salvare l’Europa dal disastro nucleare, in molti hanno deciso di partire per un tour alla scoperta dei luoghi del disastro

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I turisti possono visitare i resti del reattore numero quattro della centrale di Chernobyl che esplose il 26 Aprile del 1986, oggi custodito all’interno di una cupola di metallo alta più di centro metri, e il bunker all’interno del quale le autorità decisero di non evacuare immediatamente la zona.

Si passa poi alla città fantasma di Pripjat, che contava circa cinquantamila abitanti che vennero fatti evacuare con 36 ore di ritardo, e che è condannata a restare ancora per molti anni disabitata. Qui si possono ancora osservare il parco divertimenti con la ruota panoramica e tutti i veicoli dei vigili del fuoco e delle forze armate che vennero poi abbandonati per l’alta radioattività assorbita.

Visitare Chernobyl è pericoloso? Gli organizzatori hanno garantito la massima sicurezza per i turisti, che assorbirebbero solo 2 microsievert di radiazioni l’ora. Si raccomanda, però, di non bere né mangiare all’aperto, così come non toccare nulla, soprattutto alla centrale.

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Pubblicato da
Raffaella Papa