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Sembrerebbe che la lunga lista di pericoli per il nostro pianeta non sia destinata ad accorciarsi. La NASA ha infatti svelato che nel pomeriggio di oggi 24 Luglio una gigantesco asteroide delle dimensioni del Big Ben di Londra sfiorerà la Terra. Il nome della roccia spaziale è 2019 OD ed è stato osservato per la prima volta il 5 luglio scorso e passerà ad una distanza addirittura inferiore di quella che c’è tra la Terra e la Luna.

2019 OD: le caratteristiche principali dell’asteroide

Il meteorite è atteso per le 15 e 31 ora italiana e presenta una serie di aspetti in comune con quelli presenti intorno a Marte e Giove. Si tratta infatti di un oggetto NEO di tipo Apollo, con caratteristiche e conformazione del tutto simile a quelli orbitanti intorno al pianeta rosso. L’acronimo NEO sta per Near Earth, aggettivo coniato dalla NASA che ha inoltre rilasciato una dichiarazione:

“Gli oggetti near Earth sono comete e asteroidi che sono stati spinti dall’attrazione gravitazionale di pianeti vicini in orbite che permettono loro di entrare nella zona della Terra. Composte prevalentemente di acqua ghiacciata con particelle di polvere, le comete in origine si sono formate nel freddo sistema planetario esterno, mentre la maggior parte degli asteroidi rocciosi si è formata nel più caldo sistema solare interno tra le orbite di Marte e Giove”.

Nonostante le evidenti preoccupazioni bisogna dire che è molto raro che un corpo di tipo NEO colpisca il nostro pianeta. Nel tempo si è infatti registrato un impatto unicamente con la meteora di Čeljabinsk, precipitata in Russia nel 2013. L’impatto causò una serie di danni locali ed il ferimento di circa mille persone con i frammenti. Questo nonostante avesse un diametro di soli 20 metri.

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L’asteroide 2019 OD invece vanta un diametro decisamente superiore, stimato tra 52 e 120 metri, aspetto che non fa che aumentare i timori degli scienziati. La distanza ufficiale di passaggio è 353.050 km mentre la velocità stimata è di quasi 70.000 km/h. La NASA ha tranquillizzato tutti affermando che la roccia spaziale non dovrebbe tornare ad impensierire la Terra in futuro.