Android Q nuova appAlmeno inizialmente non saranno molti gli utenti in grado di ottenere il nuovo aggiornamento ad Android Q. Ci si limiterà ad una prima bozza di lista che verrà via via integrata con nuovi smartphone. La notizia di oggi riguarda tutti gli utilizzatori in grado di ottenere la nuova versione del sistema operativo. Si scopre una app inedita le cui caratteristiche vengono trattate all’interno del portale online di Android Developers.

Si parla della possibilità di sfruttare la funzionalità di registrazione audio da altre app. Scopriamo insieme le sue caratteristiche, eventuali limitazioni ed in cosa potrebbe tornare effettivamente utile.

 

Android Q: app per registrare audio da app di terze parti

Con la nuova distribuzione del’OS made by Google cambieranno parecchie cose. Non è solo una questione grafica le cui basi si fondano sul concetto di Dark Mode. Muta anche l’aspetto puramente funzionale per le sezioni sicurezza ed utility. Per quest’ultima parte si parla della API AudioPlaybackCapture esclusiva per Android Q.

Con il tacito benestare degli sviluppatori indipendenti sarà possibile ottenere memoria audio di ciò che avviene nelle applicazioni, allo stesso modo di quanto si può già fare oggi con gli screen recorder. Una regola che si applica unicamente ai dispositivi in grado di sfruttare il livello API 29. Per tutti i dispositivi fino ad Android Pie, invece, il consenso alla registrazione verrà revocato automaticamente.

Per poter utilizzare tali funzionalità, l’utente Android Q dovrà fornire il consenso al trattamento dati per la cattura dei file audio. L’app target dovrà mostrare un’apposita informativa che mostra i dettagli ed i rischi derivanti dall’accettazione delle condizioni di utilizzo. Dati sensibili come password ed info di identificazione potrebbero essere intercettati ed utilizzati da eventuali hacker.

Durante la cattura audio verrà mostrata una nuova icona nella barra di stato. L’API tornerà utile per registrare sessioni gaming complete e per creare sottotitoli automatici tramite analisi del modello vocale. Potrebbe anche trovare applicazione a livello musicale per i creatori di contenuti. In questo contesto, difatti, è verosimile pensare ad una piattaforma che consenta di suonare/cantare su una base in riproduzione. Ad ogni modo, Google precisa che sarà attico il ban automatico per contenuti protetti dal diritto di autore.

Nonostante tutte queste limitazioni si tratta comunque di una API molto flessibile che offrirà spazio di manovra se si pensa ad un utilizzo legato ad app per riproduzione MP3 come PowerAmp che, come noto, non offre solo contenuti protetti da copyright.