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4G di Vodafone, TIM, Wind e Tre lento: la soluzione al problema

Avere una connessione lenta, instabile od un segnale del tutto assente può, talvolta, essere frustrante. Soprattutto se si considera che, al giorno d’oggi, sono sempre di più le operazioni che vengono compiute mediante l’utilizzo di uno smartphone connesso alla rete mobile, essendo questo dispositivo divenuto ormai strumento fondamentale nella quotidianità degli utenti.

Dietro una scarsa ricezione del segnale Vodafone, TIM, Wind o Tre si nascondono spesso problemi di posizionamento e schermatura dovuti, ad esempio, ad una particolare conformazione geografica che ostacola la libera circolazione delle onde, e questo fenomeno risulta essere ancora più accentuato all’interno delle abitazioni (a causa delle mura).

Per sopperire alla mancanza di copertura 4G all’interno di un edificio si potrebbe procedere con l’acquisto e l’installazione di un impianto di amplificazione del segnale per interni… in altre parole, un ripetitore.

4G di Vodafone, TIM, Wind e Tre lento: la soluzione al problema

Il ripetitore riesce a captare il segnale Vodafone, TIM, Wind o Tre esistente e ritrasmetterlo

, grazie ad una fitta rete di cavi ed antenne, all’interno dell’abitazione od un qualsiasi altro spazio chiuso che presenta una scarsa copertura 4G.

Al ripetitore andranno infatti collegate due antenne, quella esterna che andrà, appunto, a captare il segnale per inviarlo poi al dispositivo, e quella interna che diffonderà invece il segnale amplificato.

Un buon ripetitore deve anzitutto tener conto delle dimensioni dell’ambiente da coprire, poiché da ciò dipenderà la quantità di antenne necessarie ad amplificare il segnare Vodafone, TIM, Wind o Tre. In generale, occorre ricordare che una sola antenna riesce a coprire al massimo un ambiente da 300mq. In secondo luogo, l’acquisto di un ripetitore dovrà essere effettuando anche tenendo in considerazione la tipologia di rete mobile sulla quale poi il dispositivo lavorerà, dal momento in cui da ciò dipende poi la frequenza sulla quale l’antenna dovrà operare.

 

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Pubblicato da
Raffaella Papa