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Lo scorso mese un tragico incidente ha sconvolto il mondo. Il 10 Marzo, un Boeing 737 Max appena partito dall’aeroporto di Addis Abeba è infatti precipitato. Sul volo ET 302 della Ethiopian Airlines hanno purtroppo perso la vita 157 persone.

Dopo aver escluso quasi subito la possibilità di un errore umano, le accuse sono passate al nuovissimo sistema anti-stallo di cui l’aeromobile era dotato. Il “Maneuvering Characteristics Augmentation System” o anche MCAS, che a causa di un errore nel codice avrebbe causato lo schianto. Non era però la prima volta, infatti pochi mesi prima in Indonesia un altro 737 Max era precipitato in situazioni analoghe.

Nel mese di Ottobre infatti, in Indonesia sul volo JT 610, un altro Boeing 737 Max aveva causato la morte di 189 persone. Se solo le cause dell’incidente si fossero studiate con più attenzione, queste ulteriori vittime si sarebbero potute evitare. Sale cosi a 346 il numero totale dei decessi causati dal sistema MCAS.

L’ MCAS, che in italiano possiamo definire semplicemente sistema anti-stallo, è un dispositivo di aiuto al pilota necessario su questo nuovo modello di aeromobile. Per garantire infatti una riduzione dei consumi del 13%, i due propulsori del 737 Max sono stati sostituiti. Un aumento di consumi ha però comportato un aumento di dimensioni e di peso degli stessi.

Il posizionamento dei motori è poi differente, cosa che causa una variazione del baricentro. Sarebbero infatti posti in una posizione rialzata rispetto alle ali, cosa che causerebbe un assetto di volo impennato, aumentando notevolmente il rischio di stallo. Da qui la decisione di installarlo.

Boeing 737 Max, cos’è il sistema MCAS?

Come anticipato l’ MCAS è un notevole aiuto per il pilota. Permette infatti di correggere l’assetto di volo del velivolo in maniera completamente autonoma, rendendo il pilotaggio più semplice ed evitando lo stallo.

Attraverso la lettura dell’inclinazione del muso, mediante dei sensori posti sul piano di coda orizzontale, sarebbe in grado di determinare di quanto il muso deve essere picchiato. Per fare ciò appare evidente che il ruolo del pilota è solo quello di recuperare il controllo dell’aeromobile nel caso si renda conto che qualcosa non va. Ma in entrambi gli incidenti, questo non è stato possibile.

Dalle registrazioni ritrovate sulle scatole nere del Boeing 737 Max si sentirebbe chiaramente il pilota dialogare con la torre di controllo di Addis Abeba facendo una richiesta specifica. Subito dopo il decollo, si sarebbe subito accorto che qualcosa sul controllo dell’aeromobile non andava e avrebbe richiesto un cambio di quota immediato.

A nulla però è servito l’ulteriore margine di altezza e i sei lunghissimi minuti di lotta contro il computer.  La macchina ha tagliato fuori l’uomo, rendendolo inerme di fronte alla sua futura fine.

L’azienda Americana e le sue perdite economiche

L’incidente è stato un duro colpo per l’azienda americana, che si è vista annullare l’ordine di moltissimi dei suoi 737 Max. Questo unito alla scelta di molte compagnie (anche la nostra Air Italy) di non utilizzarli e i risarcimenti alle famiglie, hanno messo Boeing in una brutta situazione.

Sarebbero infatti oltre 1.4 miliardi di dollari le perdite per l’azienda, non tenendo conto dei risarcimenti. Molte nazioni hanno poi categoricamente vietato l’uso dello spazio aereo al bestione di casa Boeing. 

La FAA (Federal Aviation Authority) e colosso statunitense, starebbero lavorando insieme per riuscire a trovare finalmente una soluzione al problema. Una volta che l’esame tecnico sul sistema MCAS verrà concluso e verranno decise le modifiche da apportare, si dovrà emettere una nuova certificazione per l’aeromobile.