News

Expensive Chat, la piattaforma dove più scrivi più paghi

E se le chat diventassero a pagamento? Come ci comporteremmo, allora, se fossimo costretti a pagare per ogni messaggio inviato su WhatsApp, per esempio? Continueremmo ad utilizzare questi servizi di messaggistica istantanea, limitandoci però a scrivere l’essenziale, o rinunceremmo completamente? Se lo chiede Marc Köhlbrugge, creatore della Expensive Chat, una piattaforma online in cui gli utenti, per chattare, sono tenuti a pagare un centesimo per ogni carattere incluso nel messaggio che si vuole inviare.

Expensive Chat: l’esperimento sociale potrebbe in futuro diventare un’app per chattare con le celebrità

L’Expensive Chat, proprio come dichiarato dallo sviluppatore nel tweet in cui ha annunciato il lancio della piattaforma, è un esperimento sociale in cui si cerca di capire cosa succede in una chat quando non è gratuita ed ogni messaggio costa denaro vero. Si tratta, tra l’altro, di una chat globale (clicca qui per accedere alla piattaforma) in cui gli utenti possono comunicare con dei perfetti sconosciuti, pagando, però, un centesimo per ogni carattere contenuto nel messaggio. Ogni nuvoletta di testo viene poi contrassegnato con una etichetta verde che ne indica il costo.

Partecipare gratuitamente alla Expensive Chat è impossibile: quando si prova a digitare un messaggio, infatti, si apre una finestra che oltre alle informazioni personali dell’utente chiede anche i dati relativi alla carta di credito o di debito con cui saldare il conto una volta conclusa la sessione. Dietro questo esperimento, però, come dichiarato dallo stesso sviluppatore, si nasconde un progetto assai più ampio: un’applicazione che consentirebbe a VIP o a professionisti di tenere delle sessioni di conversazione a pagamento con i propri fan o con i clienti per poi scegliere se tenere il denaro ricevuto o destinarlo in beneficenza. Un esempio? Chatta con Kanye West: dieci dollari per ogni messaggio inviato. Il denaro va a questa ong.

Prima di dedicarsi a questo nuovo progetto, conclude Marc Köhlbrugge, è però necessario correggere alcuni problemi di tenuta del traffico.

Condividi
Pubblicato da
Raffaella Papa