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Cina, un comitato etico si dedicherà al mondo dei videogiochi

Il “freeze” della Cina sull’approvazione dei giochi è in fase di liquidazione, anche se i giocatori e gli sviluppatori potrebbero non gradire ciò che il “disgelo” comporta. Il paese ha rivelato l’esistenza di un comitato etico per il gioco online; loro controlleranno i giochi per garantire che siano “salutari e vantaggiosi“. Tra le altre questioni, il comitato affronterà anche il tema delle “preoccupazioni sociali”.

Per dirla tutta, il comitato ridurrà la dipendenza da gioco, sesso, violenza e miopia. Questo è in cima alle repressioni del paese sul dissenso politico. Il comitato ha già esaminato 20 giochi, respingendone nove a titolo definitivo e chiedendo modifiche agli altri 11. Non ha dato un nome ai titoli né ha dichiarato ciò che ha ritenuto discutibile.

Il duro controllo della Cina causa problemi sul mercato dei videogames

La Cina potrebbe far aspettare i giocatori con la pausa sull’approvazione dei giochi fino a febbraio. Il South China Morning Post afferma che il governo sta istituendo un sistema di licenze, il che potrebbe richiedere del tempo. Ogni volta che ritorna, il gruppo etico rischia di complicare ulteriormente le cose.

Gli sviluppatori stavano già aspettando, mesi prima del blocco, le approvazioni ed ora dovranno aspettare un altro corpo di controllo che potrebbe dettare il contenuto dei loro giochi.

La Cina è un’enorme opportunità di crescita per i produttori di videogiochi stranieri e nazionali, ma il controllo troppo serrato del paese ha causato parecchi disagi per il mercato. Rainbow Six: Siege, ad esempio, ha recentemente cambiato una serie di elementi del gioco modificate in modo da non far incazzare la censura cinese. I giochi di Rainbow 6 occidentali, però, si sono lamentati della scelta, al punto che Ubisoft tornò indietro decidendo di costringerli a giocare la stessa versione.

La Cina è anche in attesa del lancio di Kingdom Hearts 3, che potrebbe incontrare dei problemi poichè questo include Winnie-the-Pooh. È strano da pensare, ma la censura cinese ha un grosso problema con lui.

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Pubblicato da
Michele Ragone