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Ranger Rover Evoque: il SUV futuristico che non ti aspetti

Jaguar e Land Rover hanno appena annunciato la nuova versione della Range Rover Evoque, il SUV più famoso dell’azienda, presentato per la prima volta nel 2010. Il nuovo Evoque 2020 presenterà novità interessanti: come lo specchietto retrovisore, che funge anche da schermo per una telecamera.

Lo specchietto retrovisore “ClearSight“, come lo chiama JLR, cambia con la rotazione di un interruttore passando da uno specchietto retrovisore posteriore ad un display HD che mostra una visuale a 50 gradi senza ostacoli.

Le compagnie automobilistiche sono sempre più accarezzate dall’idea di aumentare (o in alcuni casi sostituire) gli specchietti con telecamere e schermi. E a differenza delle telecamere a specchietto laterale, che non sono ancora completamente autorizzate negli Stati Uniti, JLR progetta di spedire l’Evoque sia negli Stati Uniti che in Europa.

La nuova Evoque è anche la prima vettura ibrida di JLR, e presenta una piccola batteria da 48 volt collegata al powertrain che dà una spinta di 50 cavalli al motore

a quattro cilindri, e viene ricaricata solo dal movimento della guida.  La batteria cattura l’energia mentre l’auto frena, quindi la trasforma mentre l’auto accelera, il che contribuisce a rendere la guida più efficiente nelle situazioni di stop-and-start.

 

La società parla anche dell’intelligenza artificiale

JLR dice che la nuova Evoque è anche la prima delle auto della compagnia ad utilizzare “algoritmi di intelligenza artificiale per apprendere le preferenze del guidatore” e quindi “automatizzare “le impostazioni di comfort e media“.

Nonostante tutto, l’Evoque rimane un’auto JLR moderna ma con un equipaggiamento piuttosto standard. Dispone sia di CarPlay che di Android Auto e include il sistema di infotainment InControl Touch Pro Duo a doppio schermo di JLR (come opzione). Può ricevere aggiornamenti software, inoltre sono presenti anche sei slot USB. Prezzi e altri dettagli saranno annunciati a febbraio al Chicago Auto Show.

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Pubblicato da
Simone Paciocco